L’americana, medaglia d’oro nel pattinaggio di figura a Milano Cortina, ha regalato una lezione preziosa
La giapponese Kaori Sakamoto era la grande favorita nel pattinaggio di figura, ma per un errore ci è rimasta d’argento. Ha pianto su una panchina tutta la pressione che l’ha soffocata sul ghiaccio. Con un gesto olimpico, l’americana Amber Glenn ha allontanato i fotografi: “Lasciatela respirare”.
la storia di liu
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Alysa Liu, medaglia d’oro, l’aria se l’è procurata da sola. Statunitense, figlia di un emigrato cinese, a 13 anni era già campionessa Usa. Il padre, assillante, investiva nel sogno, assumeva e licenziava coach. Alysa vinceva, cresceva, ma a 16 anni si toglie i pattini. Spiega su Instagram che ha bisogno della sua adolescenza, dopo 10 anni di allenamenti e diete stressanti. “Bevi poca acqua che pesa”. Alysa viaggia con gli amici, studia, coltiva danza, moda, vive, finché sente venirle su un languorino: voglia di ghiaccio e di gare. Torna, a 18 anni, ma alle sue condizioni: papà fatti più in là; su diete, coach e canzoni da danzare decido io. Torno per divertirmi e divertire. Frank Sinatra direbbe: “My way”. Eccoci al Forum, l’altra sera. Alysa Liu ha i capelli tigrati, piercing, denti colorati e un vestito d’oro che brilla come il suo sorriso. La sua danza travolge. Il pubblico, sedotto, batte le mani a ritmo e alla fine esplode l’apoteosi. È meravigliosamente sua la prima frase che dice: “Questo intendevo, caz…!”. Divertirmi e divertire. E facendolo, ha vinto. A 20 anni. Come non è riuscito a Ilia Malinin, che l’ha applaudita al Forum, il dio caduto, prigioniero della pressione e di un padre incombente. Lo sport è questo: libertà e gioia. Chi è felice vince.
