L’oro nella staffetta a squadre porta Arianna a quota 12, in 6 Olimpiadi. E ha ancora 4 gare per arricchire il bottino. La famiglia sempre presente, le liti con la federazione e la vita tra Bormio e gli Usa
Sosteneva che l’obiettivo per Milano Cortina 2026, suoi sesti Giochi consecutivi, sarebbe stato centrare tutte le finali possibili (cinque) e, a quel punto, giocarsela. La prima, dopo esserci arrivata, se l’è giocata benissimo. Come meglio non avrebbe potuto. Arianna Fontana, insieme ai compagni – Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Elisa Confortola, più Luca Spechnhauser e Chiara Betti, in pista tra quarti e semifinali – è la nuova campionessa olimpica della staffetta mista. L’oro è arrivato al termine di tre turni condotti e gestiti alla perfezione. Suo, in finale, in uscita da una curva, il sorpasso decisivo. Il bello è che la 35enne valtellinese, adesso, ha altre quattro cartucce da sparare. Tutte in otto giorni, a partire da oggi, quando metterà in palio il titolo sui 500, conquistato sia a PyeongChang 2018, sia a Pechino 2022. Poi, nell’ordine, la attendono i 1000 (lunedì 16), la staffetta femminile (mercoledì 18) e i 1500 (venerdì 20). C’è ancora tanto ghiaccio da “lavorare” sotto i suoi velocissimi pattini.
che carriera
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Con lei, del resto, è così da Torino 2006. Da quando, a 15 anni e 314 giorni – ancora oggi la più giovane atleta italiana, uomini compresi, a salire sul podio dei Giochi invernali – conquistò il bronzo con la staffetta di genere. Da allora non ha mancato alcun appuntamento: ad ogni Olimpiade successiva, almeno una medaglia. Sempre a segno. In questo momento – in attesa di possibili aggiornamenti – il meraviglioso totale si attesta a quota dodici: tre ori, quattro argenti e cinque bronzi. Da brividi. E si sa: solo lo schermidore Edoardo Mangiarotti, con tredici, nella storia olimpica azzurra ne vanta di più. Tanti i record migliorati o migliorabili. Si prenda la classifica dei più medagliati di sempre in ambito invernale, per esempio. Arianna, oggi, si attesta al quarto posto, al pari del fondista norvegese Bjorn Daehlie. Davanti la pattinatrice in pista lunga olandese Ireen Wust e il biathleta norvegese Ole Einar Bjorndalen, con tredici e, leader indiscussa, la fondista norvegese Marit Bjorgen con quindici.

il personaggio
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Alla base dei suoi successi, un carattere fuori dall’ordinario. Sin da quando era ragazzina. Determinata, sicura, vincente. E in pista ruvida come le lame che graffiano il ghiaccio. Degna figlia della sua Valle, insomma, delle cui tradizioni e dei cui valori va molto orgogliosa. Arianna divide la sua vita tra Polaggia, la frazione di Berbenno, dov’è cresciuta e Tallahassee, la città della Florida dove risiede parte della famiglia di Anthony Lobello, suo marito dal 2014, e sua volta ex pattinatore olimpico in pista corta (per gli Stati Uniti) e suo allenatore personale dal 2017. Arianna, che ama montagna e mare allo stesso modo, è molto legata ai suoi genitori e a suo fratello Alessandro che, appena possibile, la seguono dalle tribune delle gare più importanti. Ha sei tatuaggi sparsi sul corpo, ma la collezione, dopo l’Olimpiade, potrebbe arricchirsi. Ha un Fan Club molto attivo ed è di casa a Bormio, in cima alla sua Valtellina, dove dagli anni Ottanta, a parte una parentesi a Courmayeur, ha sede il centro federale della disciplina. Non sempre i rapporti con la federazione sono stati idilliaci. Anzi, nel 2023 – per una vicenda cominciata quattro anni prima – Arianna è stata anche di fronte al tribunale sportivo. Accusava due compagni di Nazionale di averla volutamente danneggiata, pericolosamente, durante un allenamento comune. Il caso si è risolto con un nulla di fatto e oggi la convivenza, anche per necessità comuni, è a buoni livelli. Gira, gira, gira: ci sono altre medaglie da vincere.
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