Fede il giorno dopo il bis d’oro: “L’inchino delle avversarie? C’è rispetto. Vorrei partire per un viaggio ma le finali di Coppa”
Divisa tra la voglia di prendere il primo volo e fuggire via (“Il mio sogno per ora è di fare un viaggio) e la voglia di rimettersi in gioco per provare a conquistare le finali di Coppa del Mondo. Il giorno dopo di Federica Brignone è un ginocchio dolente, una festa saltata (“non me la sono sentita di andare a Casa Austria e ricominciare con interviste, foto… ero esausta”) e la coscienza di essere portatrice di valori importanti. “Nel nostro sport è il merito che comanda, non è che tu puoi danneggiare un avversario, ed è il cronometro che conta” spiega, quando le chiedono se si sente un’icona dello sport. “Ho capito che cosa sto trasmettendo ed è qualcosa di incredibile”.
come un match point a wimbledon
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Spiega Fede che l’atmosfera di questi giorni a Cortina, con le atlete protette dalla confusione, l’ha aiutata anche in pista: “Giocarsi il tutto per tutto in un minuto di gara è come avere un match point a Wimbledon. E in quel momento lì, quando per esempio mi è capitato di vedere alle Finals che non trovo il silenzio, perché c’è sempre qualcuno che parla mentre un ragazzo serve, mi chiedo: ma come fanno a non capire quanta concentrazione ci vuole in quel momento lì? Forse io sono stata salvata questi giorni, perché il fatto che tutto il comprensorio fosse chiuso, quindi le seggiovie e le piste fossero riservate a noi, il fatto di avere solo gente dell’ambiente e che quindi rispetta questi piccoli spazi in partenza, mi ha permesso di essere veramente focalizzata”.
i controlli
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Ora nei programmi c’è un passaggio al JMedical “per controllare la gamba”. E aggiunge: “L’idea di continuare la stagione è il mio paravento per tutto il resto che non ho voglia di affrontare, cercherò di proteggermi con le gare e il vivere da atleta, che è la mia protezione più grande. La voglia di rimettermi in gioco la capirò però solo quando sarò in pista. Di sicuro non sono più disposta a prendere farmaci per sciare. Vorrei continuare ad avere il coraggio di affrontare le gare con la situazione che ho. Un’altra operazione per sistemare la gamba? C’è un intervento che devo fare ma la tibia non è ancora a posto, non posso togliere ancora la ferraglia che è lì. La dovrò fare ma ci vorrà ancora del tempo”.
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