Il pattinatore georgiano è stufo del cibo della mensa olimpica: “Si mangia in maniera abbastanza monotona, non c’è cucina russa…”
Il cibo, notoriamente, è un elemento di identità culturale. Per tanti che apprezzano le pietanze tipiche italiane, c’è anche chi proprio non riesce a farsele piacere. Come il pattinatore georgiano Gleb Smolkin, che si è detto stufo di mangiare alla mensa del Villaggio Olimpico di Milano, situata nella zona di Porta Romana.
Le parole di Smolkin
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Così Smolkin sulla mensa del Villaggio Olimpico: “Al villaggio non abbiamo trovato cucina russa o georgiana, niente del genere. Il cibo qui è europeo e per ora abbastanza monotono. A Pechino c’era lo stesso menu per 2-3 settimane di fila, e per me era un po’ più difficile digerire il cibo asiatico. Con la cucina europea è un filo più semplice, ma la pasta inizia già a rivoltarmi lo stomaco piano piano. Hanno promesso di cambiare il menu ogni cinque giorni”. Meno critico l’atleta sugli alloggi del Villaggio: “Tutti i problemi sono stati sistemati e quando è arrivata la parte restante della squadra tutto era già sistemato alla perfezione, le nostre stanze erano pronte e arredate come si deve. A volte la luce si spegneva per mezza giornata, mancava l’elettricità. Ma non ci stupiamo. L’Olimpiade è una procedura enorme, è probabilmente impossibile fare tutto alla perfezione”.
