Il record di medaglie e un’organizzazione perfetta, il presidente del Cio ci ha definiti “un modello per il futuro”. E Roma 1960 è troppo lontana nel tempo
Una delle parole più usate, anzi abusate, delle Olimpiadi, è legacy, eredità. Adesso che la Cerimonia dell’Arena di Verona ha ufficialmente passato il testimone ai Giochi delle Alpi Francesi 2030, possiamo ipotizzare quello che resterà di questi Giochi da record. Intanto resteranno l’orgoglio di aver organizzato con successo un grande evento e il primato di medaglie: 30 in 10 discipline diverse (solo gli Stati Uniti più di noi, con 11). Ci resteranno la bellezza delle doppiette d’oro di Federica Brignone e Francesca Lollobrigida, le storiche medaglie di Arianna Fontana, ma anche la grandezza di leggende come Klaebo e la profondità di sconfitte come quella del divino Malinin o quella di McGrath con la sua poetica fuga nel bosco… Ce l’aspettavamo così? Forse sì, ma i risultati sono andati oltre le aspettative.
