L’americana aveva scelto di correre nonostante un crociato rotto ma è caduta dopo 12 secondi. È già stata operata a Treviso a causa della frattura del femore
La partenza a tutta, un primo salto, la caduta, poi l’urlo terribile. Il sogno olimpico di Lindsey Vonn si infrange al dodicesimo secondo della discesa a Cortina d’Ampezzo, in una domenica di sole pieno, da cartolina. La gara viene interrotta per ventidue minuti, con Sofia Goggia quasi in partenza che subito s’informa preoccupata. I primi soccorsi arrivano dalla pista, ma è necessario l’intervento dell’elicottero: l’imbrago dura fino all’ambulanza più vicina, da lì è una corsa a sirene spiegate verso il nuovo policlinico Codivilla che viene subito blindato dalle forze dell’ordine. Mentre al pronto soccorso si consuma il dramma della leggenda statunitense, vittima di una frattura scomposta alla gamba sinistra, la connazionale Breezy Johnson vince a sorpresa il primo oro olimpico di Team Usa.
il ritorno
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È un finale che fa male, non certo quello che in tanti avrebbero voluto. La favola di “Wonder Vonn”, quarantunenne campionessa tornata alle competizioni dopo sei stagioni al palo e un ginocchio destro ricostruito da zero con una protesi parziale in titanio. Era quanto di meglio lo sci alpino potesse chiedere, per ridare spinta al movimento femminile nel biennio preolimpico. Lindsey, da esperta primadonna, aveva accolto sorridente il riaccendersi dei riflettori, offrendo prima una stagione così così al rientro e poi proseguendo da dominatrice, con il ritorno alla vittoria in Coppa del Mondo e una continuità sorprendente nelle discipline veloci. Fino all’ultima discesa prima dei Giochi, quella listata a lutto di Crans Montana: lì c’è stata una brutta caduta, mascherata dalla determinazione di arrivare al traguardo sulle proprie gambe. Del legamento crociato sinistro “rotto completamente” se n’è parlato per giorni, dubitando che potesse davvero gareggiare ai Giochi, e tantomeno conquistare il secondo oro olimpico della carriera, a sedici anni dal primo. Invece ancora una volta ce l’aveva fatta, con il sostegno social di alcuni grandi estimatori come l’attrice Gwyneth Paltrow e Novak Djokovic. O reale, come quello della compagna e leggenda Mikaela Shiffrin. Ma l’infortunio svizzero non sembra entrarci nella spaventosa caduta di ieri, se non per il tutore indossato sul ginocchio sinistro che nell’impatto a terra potrebbe aver fatto “leva” sul femore, causandone la frattura scomposta.
l’intervento
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Dopo quasi tre ore di permanenza al pronto soccorso di Cortina, Vonn è stata nuovamente accompagnata all’elicottero per essere trasportata all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, come prevede il protocollo olimpico degli atleti in caso di infortunio grave (l’altro centro sanitario designato è Belluno). È qui che i medici hanno deciso di intervenire per una prima stabilizzazione dell’americana, come conferma il bollettino arrivato in serata: “L’atleta è stata ricoverata e presa in carico da un’équipe multidisciplinare. Nel pomeriggio è stata sottoposta a un intervento chirurgico ortopedico di stabilizzazione della frattura riportata alla gamba sinistra”. La prassi, solitamente, prevede una prima notte sotto osservazione in terapia intensiva, mentre oggi alle 12 verrà diffuso un nuovo comunicato sul suo stato di salute. A sostenere una Lindsey improvvisamente vulnerabile è arrivato addirittura Rafa Nadal, per dirle quello che pensano tutti gli appassionati di sport: “Sei una grande ispirazione e un esempio di perseveranza. Fatti forza e torna presto”. Già, tornerà ancora una volta? Oppure è finita veramente? Nella sua Cortina, da sempre la pista preferita, quella delle dodici vittorie in Coppa del Mondo, dopo 12 secondi di gara. Niente è normale, quando si parla di Lindsey Vonn.
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