Martina è la n.1 del ranking, Arianna la plurititolata: “I figli? Basta organizzarsi e tutto diventa normale, oggi chi torna dalla maternità è svantaggiata dalle regole”
Una è l’attuale leader del ranking mondiale, l’altra è la numero 5. Martina Batini e la plurititolata Arianna Errigo, fiorettiste del Gruppo Sportivo Carabinieri, sono quasi coetanee: 37 e 38 anni rispettivamente. E oltre alla lunga carriera, hanno un’altra particolarità che le unisce: sono entrambe mamme. Ai Mondiali di Hong Kong, scattati ieri con le prime qualificazioni, saliranno in pedana per le medaglie lunedì e poi giovedì nella gara a squadre. Sono tra le carte da podio più concrete della spedizione azzurra.
Mamme e atlete di alto livello: si può fare o no?
Batini: “Sì, certo. Basta organizzarsi e alla fine tutto diventa normale. A livello fisico lo sforzo c’è. Facciamo uno sport stancante, quindi quando torni da un allenamento magari vorresti solo buttarti un attimo sul divano, invece con un figlio spesso è impossibile”.
Errigo: “Anno dopo anno va sempre meglio. Io poi ho i gemelli, quindi è tutto per due, ma sono riuscita sin dall’inizio a gestire bene la situazione. La gente mi chiede sempre ‘Ma chi te lo fa fare?’. Rispondo che amo questo sport, mi diverto, lo faccio con la mia famiglia, gestisco gli allenamenti, guadagno… Insomma, mi sento una privilegiata e non c’è niente di meglio”.
I figli vi seguono durante le varie trasferte?
B: “No. Leonardo, che ora ha otto anni, resta sempre col papà (Matteo Tagliariol, oro nella spada individuale ai Giochi di Pechino 2008, ndr), poi a casa a Pisa ci sono anche i miei genitori che mi aiutano molto durante le assenze. Sinceramente non ha mai chiesto di seguirmi, è venuto a vedermi una volta a Torino. Dice che si annoia, d’altronde i vari turni durano tanto. Forse la scherma non lo attira tanto… Infatti, dopo aver provato un po’, ora si è appassionato al rugby”.
E: “La mia scelta è stata diversa: Mirea e Stefano, che ora hanno tre anni, mi hanno seguita da subito, per cui in tutte le trasferte sono presenti. Anche a Hong Kong, con in testa il papà (l’ex azzurro Luca Simoncelli, che è anche l’allenatore di Arianna, ndr). Averli sempre con me mi aiuta, anche solo vederli per un attimo durante le pause delle gare. Non è facile girare il mondo con tutto il carrozzone, però è tremendamente bello”.
Intanto, con la maternità la federazione internazionale non congela la posizione nel ranking mondiale di voi atlete: il rientro in pedana è molto difficile perché bisogna partire dalle qualificazioni.
B: “Regola sbagliata, va cambiata. L’ho fatto notare più volte, speriamo che qualcosa davvero si faccia”.
E: “Non è giusto. Non si vogliono privilegi, ma non è normale che dopo una gravidanza un’atleta perda tutti i suoi punti. La regola è sbagliata”.
Non è normale che dopo una gravidanza un’atleta perda tutti i suoi punti al rientro, la regola va cambiata
Spesso vi capita di tirare con ragazze molto più giovani di voi: come vivete questa situazione?
B: “È qualcosa che non sento, alla fine viviamo sempre in gruppo tra ritiri e gare. Con Martina Favaretto, per esempio, ci sono 13 anni di differenza ma neppure lo noti. Qualche volta da parte loro ci sta un po’ di timidezza rispetto a noi grandi, ma nulla di che”.
E: “In pedana non cambia nulla. Però fuori è cambiato da quando sono diventata mamma. Vedo le ragazze più giovani e un po’ mi intenerisco, prima non era così”.
Martina, lei da poco ha partecipato al corso per diventare maestra di scherma. E invece Arianna?
B: “Sì, ho voluto provare, anche se non sono ancora riuscita a sostenere l’esame di sciabola. L’ho fatto non perché avessi chissà quale vocazione, vedremo se servirà in futuro. Forse utilizzerò di più la mia laurea in ingegneria gestionale, sempre restando nel mondo della scherma”.
E: “Io non credo di essere portata per l’insegnamento (ride), non ho la pazienza che serve, quella l’ho solo con i figli. E poi non mi piace la vita che fanno i maestri di scherma. Che è poi è la vita di mio marito…”.
Cosa vi aspettate da questi Mondiali?
B: “Di divertirmi come ho fatto in questa stagione, che poi è la cosa che mi è servita per esprimermi al meglio e arrivare in cima al ranking. Al di là del risultato voglio finire la gara soddisfatta, sapendo che ho fatto tutto quanto nelle mie possibilità”.
E: “Sono curiosa, davvero non so cosa aspettarmi. I Mondiali, dopo le Olimpiadi, sono la gara più bella, spero di divertirmi anch’io. Se arriverà una medaglia bene, altrimenti non sarà un problema». Obiettivo Olimpiadi di Los Angeles per entrambe? B: «Sì, assolutamente. Ho disputato una sola Olimpiade, quella di Tokyo nel 2021: bronzo a squadre ma in un contesto triste per il Covid». E: «Certo, sarebbe la mia quinta. E poi si vedrà. Ma finché continuo a divertirmi al ritiro non ci penso proprio”.
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