Inizia con gli sci, poi la tavola a 5 anni e l’incontro con due maestri che le cambieranno la vita: la prima azzurra oro nel cross (2018) si gioca una medaglia a Milano Cortina 2026
Sì, Michela Moioli “ha qualcosa di speciale dentro”. Quando avvicini la prima olimpionica italiana dello snowboard cross, oro a PyeongChang 2018, le parole di Cesare Pisoni, direttore tecnico dell’Italia e grande mentore della bergamasca, assumono un significato pieno. L’azzurra trasmette energia, c’è poco da fare: si presenta all’Olimpiade di Milano Cortina con una esperienza iniziata a Sochi 2014 e con una bacheca piena di due medaglie olimpiche e sette iridate: ai Giochi 2026 ha il vantaggio di non sentire pressioni totali come chi deve ancora dimostrare, di correre in casa e di essere – a 30 anni – nel proprio centro come atleta e donna. Tecnicamente Moioli è una “agonista primordiale”, la descrive Pisoni: fortissima nel contatto fisico, basilare nello snowboard cross; e con una capacità innata di fare velocità in curva, il segreto di tutti i campioni della neve. Obiettivo: medaglia; se poi fosse d’oro – tutt’altro che impossibile – anche meglio. A Livigno, dove si disputano le gare di snowboard, Moioli si allena spesso: conosce la neve e l’ambiente, avrà il tifo di migliaia di persone e la voglia di libertà di sempre.
michela moioli, i risultati in carriera
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Classe 1995, Moioli ha iniziato la carriera agonistica giovanissima, a 16 anni era già con i grandi e a 17 esordiva in Coppa del Mondo. Arriva ai Giochi di Sochi 2014 che ha già vinto due gare in CdM, la prima (nel 2013) proprio nella città russa che avrebbe ospitato l’Olimpiade: in finale, mentre si gioca una medaglia, un contatto la sbilancia e l’incidente la lascia con un legamento rotto. Ma lei ci mette la stessa forza di quando era bambina “e sfidava nebbia, botte, tutto” (testimonia Pisoni). Quattro anni dopo, a PyeongChang, è oro nello snowboard cross; torna da Pechino 2022 con l’argento olimpico a squadre, nel mentre ha conquistato tre CdM assolute nel cross (2016, 2018, 2020) e le vittorie in Coppa sono diventate 20. Sette le medaglie mondiali, si diceva: oro a St Moritz 2025 (team); tre argenti tra Park City 2019 (team) e Idre Fjall 2021 (individuale e team); tre bronzi (2015, 2017, 2019). Ma in bacheca pare ci sia ancora spazio…
michela moioli, la vita privata
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Michela inizia a sciare che ha poco più di 3 anni, papà Giancarlo e mamma Fiorella sono appassionati e quindi non si scappa: sci, a Spiazzi di Gromo, piena Val Seriana. A 5 anni si avvicina alla tavola, perché sulla neve non c’è niente che non valga la pena provare: a Colere, un giorno, c’è un signore che la vede andare sulla tavola. “Quel signore era Giancarlo Tagliaferri, maestro di snowboard”, racconta Pisoni, il suo mentore, oggi. Giancarlo diventa il suo primo maestro: è impressionato dalla naturalezza con cui quella bambina va sullo snowboard, e le propone di entrare nello sci club di Colere, lo Scalve Boarder Team, diretto da Cesare Pisoni, appunto. La storia di Michela Moioli comincia così. “Se volete comprendere un po’ chi è Michela, vi basti questo episodio: un giorno la porto in neve fresca, per lei è la prima volta. C’è un po’ di nebbia, le dico, è poco più che una bambina, ‘stai dietro di me e non ti preoccupare’, perché lei aveva questo vizio di superare sempre quando ci allenavamo in gruppo con altri ragazzini”, Pisoni sorride; poi riprende: “Neanche il tempo di dirglielo, che lei va come avesse sempre sciato in fresca, ovviamente mi supera ma finisce in un avvallamento e cade. Insomma, dente rotto e un po’ di sangue. La porto in rifugio per farla riposare e curarla un po’, tanto per me la giornata era finita. Oh, tempo 5 minuti e la piccola Michela mi fa: vabbè dai andiamo a sciare!”. Moioli è lei, una che vuole fare, provare, andare: non si ferma, dente rotto, ginocchio rotto, niente. Una agonista nata, che vuole “vincere anche a carte!”. Una ragazza piena di vita, da poco tornata single, che sogna di chiudere la carriera con una medaglia e poi spazio alla vita di tutti i giorni: “Mi piacerebbe, finite le gare, diventare allenatrice per dare ai bambini quello che ho ricevuto io da giovanissima” raccontò al Festival dello Sport 2025, a Trento, spiegando che l’altro sogno, un giorno, è quello di avere un figlio. Nel frattempo, quando non è sulla tavola si allena con la bici – specialità gravel, non si scappa per un’anima di montagna – e ascolta rock di ogni tipo, dall’hard al soft. Ma la musica non si limita ad ascoltarla: Michela suona l’ukulele, perché va bene la carica ma anche certe note più dolci arrivano al cuore.
