Si inizia con la staffetta mista: Giacomel, Hofer, Wierer e Vittozzi sfidano i giganti. Tra l’emozione del debutto interno e il caso Passler, gli azzurri puntano al podio davanti al proprio pubblico
Parte il biathlon con la staffetta mista e gli azzurri sono tra i favoriti. L’attenzione per il quartetto italiano si nota anche dalle richieste di interviste in zona mista: Dorothea Wierer, la star di casa alle ultime gare della sua carriera, finisce di raccontare le sue sensazioni un’ora e mezzo dopo le parole del d.t. Klaus Hoellrigl, che scorta i suoi atleti lungo le corsie all’aperto a bordo pista. Prima il tecnico aveva spiegato: “È un’emozione bellissima, quanti possono preparare un’Olimpiade in quella che è la propria casa? Ho sempre detto che questa è la pista dove andiamo più forte, abbiamo la nostra neve, il nostro poligono e addirittura l’alloggio dove passiamo tanto tempo durante l’anno”.
l’ordine
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Le rivali principali sono Francia, Norvegia e Svezia. La staffetta mista, gara nella quale l’Italia prese il bronzo nel 2014 e 2018, avrà quattro frazioni di sei chilometri. Prima partono i maschi, poi le donne. Tommaso Giacomel darà il lancio, quindi Lukas Hofer, un altro cresciuto a pochi chilometri da Anterselva, poi Wierer e chiuderà Lisa Vittozzi, che dice: “Sto bene e posso giocarmi le medaglie in tutte le gare. Partire per terza o quarta in questa staffetta cambia poco anche perché la pressione c’è già. La quarta frazione è la più delicata ma ho già gestito tante situazioni così, spero di farlo anche adesso”. Hofer cambierà con Wierer: “Per noi due è una manifestazione ancora più speciale, perché entrambi abbiamo iniziato a tirare i primi colpi qui. Fino a qualche giorno fa ero tranquillo, adesso è salita la tensione”. Giacomel spiega di non essere “un amante del lancio, ma faccio quello che mi viene chiesto e cerco di farlo bene”. Gli azzurri hanno visto la discesa libera di Bormio, prima del loro allenamento: grande tifo e la felicità per un inizio positivo. Giacomel: “Sono contento per Franzoni ma anche per Paris, che è il più forte che abbiamo e finalmente ha conquistato una medaglia olimpica. Io spero che mio padre mi veda con delle medaglie, lui era un fondista ma non ha avuto l’occasione olimpica”.
caso passler
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Il gruppo azzurro era stato scosso in settimana dalla positività di Rebecca Passler, biathleta esclusa così dall’Olimpiade, che ha fatto ricorso al Tas contro la sospensione per doping. L’udienza è fissata per martedì 10 febbraio a Milano. Il d.t. Hoellrigl ammette che è “stato un caso duro da digerire, ma adesso ci siamo compattati e vogliamo pensare alla gara”. Giacomel non si sbilancia: “Non ho grandi informazioni in merito, uomini e donne sono divisi, non sono un grande amico di Rebecca, abbiamo parlato ma non posso dire che siamo grandi amici”. Per Vittozzi è stata “una brutta notizia, però non sappiamo quello che è successo, quindi ognuno di noi pensa a quello che c’è oggi e a fare il meglio in queste gare». Dorothea Wierer mostra tutta la sua solidarietà con la compagna, anche lei è cresciuta ad Anterselva: “Ovviamente all’inizio è stato uno shock, però noi conosciamo Rebecca e sappiamo che è una ragazza in gamba. Le ho scritto un messaggio perché vorrei starle vicino in questo momento difficile, ora possiamo solo aspettare e mandarle un grosso abbraccio. Oggi purtroppo lei non verrà alla gara”.
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