Dopo il successo di Milano Cortina, avanza l’idea di riportare le Olimpiadi in Italia, ma l’Europa ha perso la sua centralità
L’entusiasmo è ancora fortissimo. I Giochi di Milano Cortina sono stati un successo a livello internazionale e l’Italia – giustamente – gongola. Tutto ha funzionato alla grande, gli azzurri si sono portati a casa 30 medaglie ottenendo il bottino migliore di sempre a un’Olimpiade invernale, l’atmosfera a cinque cerchi si è respirata ovunque, tanto che Sport e Salute sta già pensando al curling nelle scuole. E allora perché fermarsi? Ancora prima che si spegnessero i bracieri, è montata la suggestione di una nuova Olimpiade, questa volta estiva, in Italia. A Roma.
la situazione
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È vero, se ne parla con una certa concretezza. “Dopo le Paralimpiadi servirà una riflessione”, ha detto ieri il presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Ma senza voler smorzare la legittima euforia, è bene fare il punto sul reale stato dell’arte e capire bene le tempistiche. La conclusione, vale la pena anticiparlo, è che è molto presto per immaginare una Capitale olimpica. Una volta i Giochi venivano assegnati con sette anni di anticipo, prassi mantenuta con costanza fino al 2017, quando l’allora presidente del Cio Thomas Bach, complici una diffusa diffidenza verso i grandi eventi e l’intento di non scontentare gli Stati Uniti, fece la doppietta, dando contemporaneamente a Parigi l’Olimpiade del 2024 e a Los Angeles quella del 2028. Nel 2021 altro strappo alla regola con l’assegnazione dei Giochi a Brisbane con 11 anni di anticipo.
riflessione
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Ora la situazione è dichiaratamente in stallo. La nuova presidente del Cio, Kirsty Coventry, lo scorso giugno ha annunciato che il processo di selezione della città ospitante i Giochi 2036 sarà sottoposto a revisione attraverso un gruppo di lavoro dedicato, che dovrà proporre miglioramenti al metodo elettorale stesso, a partire dal timing dell’assegnazione. Le novità verranno ufficializzate il 24-25 giugno di quest’anno, in una sessione straordinaria del Cio in cui con ogni probabilità Coventry annuncerà il suo programma anche da questo punto di vista. Solo allora, ma qualche indiscrezione arriverà anche prima, avremo il quadro reale di quando si dovranno presentare le candidature per le Olimpiadi del 2036 e del 2040. L’impressione è che la prima presidente donna del Cio, cresciuta seguendo gli insegnamenti di Bach, ma molto pragmatica nel metterlo poi in bacheca, voglia tornare ad un certo ordine (ovvero ai sette anni), permettendo anche a sedi meno “scontate” di giocarsi la propria occasione. Una cosa va tenuta ben presente: Coventry ha davanti ancora sette anni di mandato, ma è molto probabile che, visto che ne ha appena 42, si ricandidi per restare alla guida dello sport mondiale per altri quattro. In pratica fino al 2037. Sotto la sua gestione saranno decise almeno due città ospitanti i Giochi.
gli scenari
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Ma andiamo avanti con le considerazioni. Tra i paesi europei, quello che ha più possibilità di avere l’Olimpiade estiva in questo momento è l’Italia, primo perché quella di Milano Cortina è andata benissimo, secondo perché gli altri grandi paesi del nostro continente l’hanno ospitata dopo di noi che, ricordiamolo, l’abbiamo fatto una sola volta nel 1960. Allora la città chiamata ad accogliere il meglio dello sport era stata Roma, che tutto sommato ha ancora oggi un’ottima predisposizione, senza reali necessità di Giochi diffusi. Il problema è proprio l’Europa in sé. Lo sport è cambiato e nei palazzi del potere il nostro continente ha perso la sua centralità, come dimostra anche il comitato esecutivo del Cio (è europea la metà dei componenti e solo 2 su 5 tra presidente e vicepresidenti). Per il 2036 è dunque più che probabile che ci si allontani da qui. Doha già si è fatta avanti ed è quotatissima, considerando pure che negli ultimi anni in Qatar sono stati fatti i campionati del mondo di tutte le discipline, ma piace anche l’ipotesi Ahmedabad, in India, se avesse la necessaria forza economica, senza dimenticare gli Emirati Arabi in continua evoluzione. Per presentare un’ottima candidatura bastano un paio d’anni, il tempo c’è per tutti. Il pensiero allora potrebbe essere: se nel 2036 si va fuori dall’Europa, nel 2040 Roma avrebbe ancora più speranze. Osservazione facile, ma meno scontata di quanto sembri. Per il 2036, ma soprattutto per i Giochi successivi, c’è un’altra ipotesi particolarmente suggestiva, non tanto per noi quanto per la presidente Coventry. Dal 31 ottobre al 13 novembre di quest’anno l’Africa ospiterà i Giochi olimpici dei Giovani: si faranno a Dakar, in Senegal. Se non andranno male è possibile che prenda corpo una candidatura africana, continente che non ha ancora mai accolto un’Olimpiade. Per Coventry, nata ad Harare, nello Zimbabwe, chiudere il mandato regalando un tesoro così importante alla sua terra potrebbe essere molto più che una speranza. Insomma, serve tempo. Festeggiamo Milano Cortina, ma per Roma 2040 la strada resta lunga e nemmeno così comoda.
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