Via alla 14a edizione con 655 atleti: oltre alla plurititolata Masters tante altre star
C’è Oksana, figlia di Chernobyl, rinata negli Stati Uniti passando fra orfanotrofi, violenze e operazioni. E poi Declan, che in clinica da bambino comincia a giocare a hockey poco dopo l’amputazione delle gambe, nate con malformazioni. E il Team Aigner, cinque fra fratelli e sorelle, che messi insieme sarebbero entrati fra le prime dieci nazioni del medagliere tanto hanno vinto. Ancora Jesper, al quale non è importato nascere con la spina bifida, via con pallamano o calcio o atletica, prima di diventare il più forte del mondo fra gli sciatori sitting, quelli che usano il guscio sotto il quale c’è uno sci. Ci sono loro, ma quante storie ci sarebbero da raccontare fra le stelle che brilleranno a Milano, Cortina e Tesero nei prossimi giorni, anche fra chi magari non vincerà. Come Ralf Etienne, otto ore appeso a testa in giù dal quarto piano dopo il terremoto che distrusse vite ed edifici ad Haiti nel 2010 e nel quale perse una gamba. Prima gli studi negli States e poi la scoperta dello sci.
due mondi
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Due mondi Oksana Masters, dita palmate su ogni mano e senza il pollice, sei quelle nei piedi, gamba sinistra più corta, entrambe senza tibia, senza un rene e una parte dello stomaco, è la donna dei due mondi, Giochi estivi e invernali. La mamma era rimasta esposta alle radiazioni, lei è ora l’atleta più vincente dei 655 ai Giochi: sette Paralimpiadi con 19 medaglie, 9 delle quali d’oro, fra sci nordico e biathlon in quelle invernali (dove è l’atleta paralimpica statunitense più decorata di tutti i tempi e la prima a vincere 7 medaglie in una sola edizione, a Pechino 2022) e canottaggio e ciclismo in quelle estive (a Tokyo e Parigi, ha vinto 4 medaglie d’oro, in ogni gara alla quale ha partecipato con l’handbike). Si è qualificata fra infortuni e interventi chirurgici: “Possono anche segnare il percorso, ma non voglio siano la fine”.
leggende
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Declan Farmer è alla sua quarta Paralimpiade, è uno dei giocatori più forti nella storia del para ice hockey e il giocatore oggi dominante a livello internazionale. Con lui, gli Stati Uniti sono diventati la squadra più forte di tutti i tempi. Con la maglia a stelle e strisce ha vinto tre medaglie d’oro paralimpiche e cinque titoli mondiali. È nato con emimelia fibulare bilaterale e le sue gambe non si sono sviluppate correttamente, gli sono state amputate quando era molto piccolo. C’è poi la famiglia Aigner, che a Pechino 2022 ha dominato il medagliere quasi fosse una nazione: quattro fra fratelli e sorelle, giunti dalla fattoria di famiglia alle piste cinesi, hanno vinto quattro medaglie d’oro, due d’argento e di bronzo. Orgoglio d’Austria, forma una delle squadre più forti dello sci alpino per atleti con disabilità visiva. Hanno fatto la storia: Johannes, avversario principale di Giacomo Bertagnolli, Barbara e Veronika, guidata dall’altra sorella Elisabeth, che avranno davanti le nostre Chiara Mazzel e Martina Vozza, sono uniti nella vita e nello sport.
quel formaggio
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Jesper Saltvik Pedersen, nato il 23 agosto 1999 a Haugesund, in Norvegia, è considerato una delle stelle assolute dello sci alpino. Ha riscritto libri di record e vittorie. Nato con spina bifida, malformazione del midollo spinale che gli ha causato paralisi dalla vita in giù, è cresciuto in una famiglia amante della montagna e dello sport. Spesso ha trovate originali: nel 2021, per sensibilizzare sull’uguaglianza, ha messo all’asta cinque chili di formaggio ricevuti come premio in Coppa del Mondo per attirare l’attenzione sulle enormi disparità di compenso tra atleti con e senza disabilità.
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