Alla vigilia dell’inizio ufficiale dei Giochi paralimpici di Milano Cortina regna il caos: tra le polemiche per l’ammissione degli atleti russi e bielorussi con inno e bandiera, i Paesi che boicotteranno l’evento inaugurale e la scelta del Comitato di affidarsi ai volontari
Una cerimonia di apertura senza atleti portabandiera. Un unicum nella storia delle Paralimpiadi. La tradizionale sfilata delle delegazioni – da sempre il momento più atteso dell’inaugurazione dei Giochi, in programma venerdì 6 alle 20.00 all’Arena di Verona – non avrà come protagonisti gli atleti. A portare le 46 bandiere delle nazioni presenti alla cerimonia (57 i Paesi complessivamente in gara) saranno altrettanti volontari. Una decisione che ha fatto discutere e che il Comitato Paralimpico Internazionale spiega come “logistica”, legata insomma alla distanza tra Verona e le sedi delle competizioni: “L’anno scorso avevamo pensato a una soluzione che garantisse la presenza fisica e il coinvolgimento da remoto durante la cerimonia ma poiché molte nazioni non invieranno atleti a causa delle gare del mattino seguente, per garantire coerenza le bandiere di ogni nazione saranno portate dai volontari”, così l’Ipc.
diserzioni
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E in effetti il programma paralimpico, al via ufficialmente il 7 marzo, prevede le prime gare dalle 9.30 del mattino. Un calendario che rende difficile, se non impossibile, per molti atleti partecipare alla cerimonia inaugurale in una città che non è tra le sedi di gare. Tra questi anche gli azzurri René De Silvestro e Chiara Mazzel, attesi il giorno successivo a Cortina per le gare di para-sci alpino e che quindi non avrebbero potuto portare il tricolore all’Arena di Verona. Ma il tema organizzativo non è l’unico elemento sul tavolo. Sullo sfondo pesa il clima politico che accompagna questi Giochi, segnati dalle polemiche sulla presenza degli atleti russi e bielorussi non neutrali, ma ammessi con divisa, inno e bandiera. In risposta alla decisione dell’Ipc, l’Ucraina era stata la prima ad annunciare il boicottaggio alla cerimonia inaugurale, presto seguita per solidarietà da Repubblica Ceca, Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Paesi Bassi, Croazia, Canada e, novità delle ultime ore, anche dalla Germania.
tensioni
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A rendere ancora più tesa l’atmosfera la scelta dell’Ipc di vietare agli atleti ucraini l’utilizzo di divise che riproducano la mappa del Paese. Un disegno comprendente tutte le unità amministrative e territoriali – quindi anche Crimea e Donbass, regioni contese dai russi – e quindi considerato dall’Ipc come una violazione delle norme della manifestazione. La stessa motivazione che aveva portato alla squalifica di Heraskevych, lo skeletonista ucraino che durante i Gioghi olimpici si era rifiutato di sostituire il suo “casco della memoria“. Le tensioni sono pronte a riflettersi anche sul piano mediatico: Estonia, Finlandia, Lettonia e Lituania non trasmetteranno la cerimonia di apertura in tv e la televisione pubblica polacca interromperà la diretta nel momento in cui sfileranno le delegazioni sotto bandiera russa e bielorussa, sostituendo le immagini con un messaggio rivolto agli spettatori. Al quadro si aggiunge anche la Francia che per esprimere il proprio disaccordo verso la partecipazione russa e bielorussa ha scelto di non mandare nessun rappresentante del governo alla cerimonia.
