Niente finale per il fondista azzurro nell’ultima recita olimpica, vinta dal solito Klaebo: “Sci velocissimi, ma non è bastato a colmare il gap”
Non sono giorni splendenti per il fondo azzurro, dominato dal solito Klaebo. Ma almeno stavolta non è stata colpa dei materiali, criticati apertamente dagli atleti italiani al termine della prova di skiathlon. Nella gara sprint maschile nessuno dei nostri ha raggiunto la finale, neppure Chicco Pellegrino che ha chiuso per sempre la sua esperienza all’Olimpiade con un’eliminazione anticipata: “Ma sono orgoglioso di quello che ho fatto. L’Italia ha regalato emozioni a un grande pubblico che ci ha sostenuti con energia sin dall’inizio. A volte bisogna ammettere che gli avversari sono più forti. Resto contento di tutto ciò che ho dato allo sci di fondo in tanti anni. E spero che la gara a squadra ci consegni finalmente una medaglia”.
i segreti
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Nello sprint la scelta dei materiali è stata perfetta (“Avevamo dei missili ai piedi”), premiando il lavoro degli specialisti del settore, i nove ski men che si occupano a tempo pieno della preparazione di sci e scarpe da gara. Determinante nel fondo è l’individuazione del tipo di sciolina: ne esistono di circa 500 tipi diversi e sono custodite dentro a un camion che assomiglia a un colorificio. E’ fondamentale azzeccare la sciolina giusta, e posizionarla nei punti e nei dosaggi corretti, per esaltare le qualità dell’atleta. “A meno che non sei norvegese – sottolinea con una punta di amarezza uno dei tecnici – per loro questo non è mai un elemento decisivo…”. In pratica la cosiddetta sciolina di tenuta, ben miscelata, va piazzata sotto allo sci all’altezza della scarpa nelle gare a tecnica classica, in cui si corre solo all’interno dei binari: in questo modo l’atleta resta attaccato alla neve senza andare all’indietro nei tratti di salita. Tutt’altra strategia si applica nelle gare a tecnica libera, in cui si può pattinare per sostenersi e serve maggiore velocità: in quel caso si usa la sciolina di scorrimento, che cosparge come una crema tutti gli sci dalla punta alla coda.
conseguenze
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Non basta azzeccare l’additivo migliore per garantirsi una medaglia, perché poi la differenza è sempre nelle gambe e nella testa dell’atleta. Però, come accade nella Formula 1 con le gomme, se sbagli il materiale parti già quasi battuto. I “meccanici” contano nello sci di fondo proprio come quelli delle gare di automobilismo. Già ma chi sceglie la sciolina? C’è una riunione alla base di ogni decisione tra tecnici, atleti e skimen. Ognuno fa la sua parte per programmare la gara migliore.
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