La ct della Spagna Ozhogina denuncia un plagio da parte della Russia. E cambia i tuffi per renderli più semplici
Spy story nel nuoto artistico durante gli Europei di Parigi 2026. Dopo la finale del programma libero a squadre disputata lunedì e terminata con la vittoria delle atlete neutrali B (la Russia) con 285.0346 punti davanti alla Spagna (282.3541 punti) e all’Italia (256.1558), la spagnola Alisa Ozhogina – il cui nome tradisce evidenti origini russe: è nata infatti a Mosca da genitori russi, anche se vive a Siviglia da quando ha un anno – ha denunciato su Instagram un presunto plagio da parte della nazione avversaria che avrebbe permesso alle atlete neutrali B di conquistare la medaglia d’oro. “Oggi sono senza parole. Vorrei tanto chiedere loro cosa passava per la testa quando hanno preso quella decisione – ha scritto Ozhogina – L’oro è davvero così prezioso da non importarvi come lo guadagnate? Copiando il paese che vi sta sotto? È questa la strada giusta, rubare un’idea? Guardate, siamo orgogliosi perché è il più grande atto di rispetto che potessero mostrarci. Ma spero che riconsiderino la situazione e si rendano conto che ciò che hanno fatto non è né giusto, né etico, né degno di essere celebrato o considerato una vittoria”.
incremento di 5 punti
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La polemica è nata sui social network ed è stata ripresa nelle ultime ore dai principali quotidiani spagnoli. Secondo le ricostruzioni, durante le qualificazioni dell’evento – che si erano disputate domenica – la Spagna avrebbe inserito nella propria routine un elemento ibrido innovativo che le aveva permesso di aumentare la difficoltà dell’esercizio e di piazzarsi provvisoriamente al secondo posto con 266.5275 punti. Va precisato che le atlete neutrali B comandavano già la classifica parziale con 272.7400 punti. Nella finale del giorno successivo, però, le russe avrebbero copiato il movimento inserendolo a loro volta nella propria routine per assicurarsi la vittoria. In effetti, secondo i documenti ufficiali pubblicati su European Aquatics, la difficoltà dell’esercizio delle atlete neutrali B è passato da 78.0870 a 83.5670, un incremento di oltre 5 punti, ma allo stesso tempo bisogna specificare che tutte le principali nazioni hanno aumentato il grado di difficoltà della propria routine, la Spagna per esempio da 76.8600 a 79.6470 e l’Italia terza classificata addirittura da 66.5250 a 75.7500. È insomma prassi comune cercare il tutto per tutto, o quasi, nel momento in cui si compete per le medaglie. Inoltre dal foglio gara non emerge alcun elemento ibrido con lo stesso identico grado di difficoltà tra i due paesi.
il primo ritorno
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La denuncia di Alisa Ozhogina si inserisce in un altro filone che sta facendo discutere agli Europei di Parigi: il ritorno della Russia, al primo grande evento continentale a ranghi quasi completi dopo la squalifica in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022, anche se ancora privata di inno e bandiera. Il livello competitivo generale, però, si può considerare migliorato a tutti gli effetti grazie alla presenza di una delle nazioni leader del panorama europeo negli sport acquatici e non solo. Ozhogina peraltro nel post incriminato si è espressa a favore di questo ritorno, “perché quelle ragazze non hanno colpa per quello che sta succedendo al loro governo”. Finora in Francia gli atleti neutrali B hanno vinto otto medaglie (un oro, quattro argenti e tre bronzi), mentre gli atleti neutrali A (la Bielorussia) due, un oro e un argento, entrambi proprio nel nuoto artistico. Durante il primo giorno di gare, venerdì, i russi e gli ucraini sono saliti insieme sul podio ai lati dell’Italia, medaglia d’oro nel team event misto di tuffi.
faccia a faccia
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La rivalità tra Russia e Spagna nel nuoto artistico è decennale e a Parigi si alimenta di un’altra sfida nella sfida, quella tra le due capo-allenatrici Svetlana Romashina, in carica dall’inizio di quest’anno, e Andrea Fuentes, che ha assunto il ruolo alla fine del 2024. Romashina e Fuentes sono tra le più grandi atlete di sempre (sette ori olimpici, 21 mondiali e 13 europei la russa, imbattuta nella sua carriera; quattro podi olimpici, 13 mondiali con un oro e 11 europei con cinque ori la spagnola) e Fuentes è passata anche alla storia per aver salvato la vita, durante i Mondiali del 2022 a Budapest, alla statunitense Anita Alvarez che era svenuta e stava annegando in piscina durante la finale del programma libero individuale. Dopo la polemica di Alisa Ozhogina, alle 16 di martedì le due nazioni si ritroveranno una di fronte all’altra nella vasca dell’Aquatics Center di Saint-Denis per la finale del programma tecnico a squadre. Anche l’Italia è in corsa per il podio: sarebbe la sesta medaglia della manifestazione nel solo nuoto artistico.
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