Tra gigante e slalom, Vinatzer è il punto di riferimento della squadra azzurra
Le ambizioni di Vinatzer non si fermano e guardano al futuro: molte gare lo aspettano in questa nuova stagione, tra Coppa del mondo e Giochi Olimpici.
E ad affiancarlo e prepararlo per i suoi obiettivi quest’anno c’è un nuovo responsabile tecnico della squadra maschile di slalom e gigante, Mauro Pini.
“Mi sto trovando molto bene, soprattutto adesso impariamo a conoscerci. Abbiamo fatto due trasferte in Argentina, quindi siamo stati già qualche settimana insieme e lui è un gran lavoratore, molto organizzato, con tantissima esperienza, quindi sa esattamente ciò che serve agli atleti. Soprattutto anche dal punto di vista umano ci stiamo trovando molto bene perché sta cercando o sta diciamo creando un bel team. Proprio il team building è un focus, tutti lavoriamo insieme”, afferma l’azzurro.
Un altro cambiamento avvenuto nel team italiano è che, con il ritiro del veterano Stefano Gross, ora diventa lui il punto di riferimento per i giovani.
“Beh dirò che a 26 anni mi sento ancora molto giovane quindi finché non scalo i 30 credo che il ruolo da veterano/capitano non lo accetterò neanche! Però, soprattutto in allenamento, [noi italiani, ndr] siamo gli underdog, diciamo. Ci sono squadre che hanno dei risultati migliori di noi, quindi noi dobbiamo cercare di recuperare e cerchiamo di spingerci a vicenda in allenamento”, sottolinea Vinatzer.
Che nell’ultima stagione è migliorato molto anche in slalom gigante. Essere competitivo anche in un’altra disciplina quanto può aiutare mentalmente per affrontare lo slalom?
“Soprattutto, se magari il giorno prima vai bene, ti può dare una bella carica per il giorno dopo. Anche come varietà di allenamento, è un gesto un po’ diverso, sei a contatto con la neve quindi ti aiuta anche in quel senso. Il programma diventa più tosto, ovviamente sei in giro di più, ma di conseguenza la preparazione atletica cambia un pelo. Ci ho messo un po’ per abituarmi a fare le due discipline, soprattutto dal punto di vista viaggi e tutto. Però credo che con l’esperienza ogni anno si impara qualcosa”, spiega l’altoatesino.
E se dovesse arrivare una grande vittoria? Nella storia dello sci alpino ci sono vari esempi di esultanze “folkloristiche”, come quella di Alberto Tomba che scese dalla pista Stelvio di Bormio, proprio quella dove si disputeranno le gare Olimpiche maschili di Milano Cortina 2026, in canottiera, pantaloncini e cravatta per festeggiare la conquista della Coppa del mondo nel 1995.
Vinatzer, grande appassionato di manga, che cosa si inventerebbe se dovesse conquistare il tanto agognato globo di cristallo?
“Eh un cosplay non sarebbe male. Però vedo, vedo cosa mi viene in mente, sicuramente. Soprattutto quando ci sono quelle cose da addio. Ti sbizzarrisci un po’, poi se cambiano le mie passioni non lo so”.
Quindi non resta che seguirlo in questa stagione di Coppa del mondo, fare il tifo per lui e sperare di vedere un suo grande show sugli sci e non solo!
