Cronaca di una gara fuori dall’ordinario, ai Mondiali di ciclismo su strada 2025 in Ruanda
La prima metà di gara è piuttosto controllata e senza azioni particolari. L’austriaca Carina Schrempf guadagna fino a tre minuti di vantaggio sul gruppo, ma le squadre più forti hanno vita facile nel gestire la corsa. Tra le atlete più attive nella prima metà di gara si segnalano Yara Kastelijn e Femke De Vries (Paesi Bassi), Ana Santesteban e Usoa Ostolaza (Spagna), Kata Blanca Vas (Ungheria).
Ai -60 è l’Italia di Elisa Longo Borghini a fare il ritmo nel gruppo delle favorite: grazie a una bella prestazione di Monica Trinca Colonel, i vari tentativi di fuga vengono neutralizzati. Un successivo attacco di Noemi Rüegg (Svizzera) e Mireia Benito (Spagna) crea una coppia di atlete al comando, con Trinca Colonel (Italia), Cédrine Kerbaol (Francia) e Pauliena Rooijakkers (Paesi Bassi) a guidare l’inseguimento.
Quando mancano tre giri del circuito cittadino di Kigali (circa 45 km), il vantaggio di Rüegg e Benito si aggira attorno ai 35 secondi. La prima big a muoversi è Amanda Spratt (Australia) e diverse atlete di alto profilo sono state costrette a impegnarsi in prima persona per chiudere. Evadono dal gruppo delle favorite altre due atlete: Jasmin Liechti (Svizzera) e Kata Blanca Vas (Ungheria).
Ai -35 prende il largo un gruppo più sostanzioso di atlete, otto di altrettante nazionalità. È questa l’azione che si rivelerà decisiva. Ci sono dentro Barbara Malcotti (Italia), Magdaleine Vallieres (Canada), Évita Muzic (Francia), Ginia Caluori (Svizzera), Mavi Garcia (Spagna), Niamh Fisher-Black (Nuova Zelanda), Antonia Niedermaier (Germania) e Riejanne Markus (Paesi Bassi), che in un battibaleno recuperano prima la coppia Vas-Liechti, e poi la coppia Rüegg-Benito. Cinque delle prime sei atlete che arriveranno al traguardo fanno parte di questo tentativo da lontano.
Al terzultimo passaggio sulla Côte de Kimihurura, la prima vera sorpresa: la fenomenale olandese Anna Van der Breggen si stacca. La prima rasoiata nel gruppo delle favorite è di Elisa Longo Borghini, che accelera improvvisamente e riesce a sorprendere Vollering e Ferrand-Prévot, ma senza riuscire a trarne un gran vantaggio.
Ai -22, prima del penultimo passaggio sulla Côte de Kimihurura, il gruppetto di testa ha quasi due minuti di vantaggio sul gruppo delle favorite. Comincia a prendere piede l’idea che a giocarsi la vittoria finale possano essere le atlete davanti, e non le favorite in gruppo. All’inizio dell’ultimo giro, infatti, sono cinque le donne al comando (Niedermaier, Vallieres, Garcia, Markus, Fisher-Black) e hanno circa un minuto di vantaggio sulle favorite.
Juliette Labous lavora per la sua capitana Pauline Ferrand-Prévot, ma chi riesce a evadere dal gruppo è la neo campionessa del mondo a cronometro Marlen Reusser. Un’altra delle favorite, l’atleta di Mauritius Kim Le Court, si porta dietro Elise Chabbey (Svizzera), trova sulla strada Barbara Malcotti (Italia) e insegue le cinque al comando. Longo Borghini, Vollering e Ferrand-Prévot hanno perso il momento buono per tentare un disperato inseguimento.
Sulla Côte de Kigali Golf, penultima salita della prova iridata, rimangono in testa Vallieres, Garcia e Fisher-Black. Chabbey e Markus inseguono, ma la cosa davvero incredibile è che le favorite (Longo Borghini, Vollering, Niewiadoma, Le Court, Ferrand-Prévot e Reusser) si marcano a vicenda anziché collaborare per recuperare il terreno perduto.
Sull’ultima ascesa di giornata, l’undicesimo passaggio sulla Côte de Kimihurura, la canadese Vallieres lascia sul posto le dirette rivali e si invola verso una maglia iridata totalmente inattesa.
