Sofia Goggia e la pressione dei Giochi Olimpici a Cortina: “È un privilegio”
Se l’obiettivo della laurea si avvicina, sulla neve ci sono due grandi traguardi a disposizione in questa stagione per Sofia Goggia.
Il primo è nella “sua” Cortina, lì dove ha vinto quattro volte in Coppa del mondo (sempre in discesa), ma dove per infortunio ha dovuto saltare i Campionati del mondo del 2021.
Ma quando si parla di Cortina, Goggia è un fiume in piena, di poesia e di immagini.
“C’è un’immagine di quel posto che è indelebile nella mia testa e che nulla al mondo potrà scalfire. Quella seggiovia vecchia a tre posti che dalla Duca d’Aosta ci porta alla partenza e quando la prendiamo d’inverno, nel silenzio di quella conca, quando il sole sta sorgendo e illumina con i primi raggi le Tofane che diventano arancione, per noi poterlo vivere da quella seggiovia, sulla neve, con una pista preparata perfettamente, è pure poesia. Cortina, per me, sarà sempre questo, indipendentemente dalle gare che sono riuscita a vincere, da quelle dove sono andata peggio e da quelle che ancora mi aspettano”.
Non semplicemente la pista che adora, ma “un posto magico”, dove guardandosi intorno puoi sentirti “circondato dalla bellezza del creato”. Fa proprio vedere di aver la pelle d’oca, quando ne parla: “È qualcosa che mi emoziona solo al pensiero, poi io ho vinto quattro discese, ho fatto altri podi dia in super G che in discesa, ma quando arrivi in fondo e senti il boato delle persone… è qualcosa di speciale, che va oltre all’aspetto sportivo. È un’emozione fortissima che ti entra dentro, è bellissimo”.
Eppure, l’idea di poter avere i brividi nell’appuntamento Olimpico di Cortina, non è qualcosa di contemplabile. Anzi: “Io penso nei momenti clou della mia carriera di aver sempre dimostrato, quando magari la pressione vostra soprattutto era alta, di essere riuscita a non farmi schiacciare. Per andar forte ci vuole comunque pressione, l’importante è concentrarsi su quella giusta”.
Citando Julio Velasco, il commissario tecnico capace di portare l’Italia della pallavolo femminile in cima all’Olimpo, “avere la pressione è un privilegio, perché se ce l’hai, significa che puoi fare grandi cose. Io mi concentro più sulla bellezza di poter vivere, correre il mio sogno su una pista che amo, in una località che amo, all’interno del mio Paese e per il mio Paese”.
