Perché Mattia Bottolo è stato così importante per l’Italia ai Campionati del mondo di volley
Anche nelle Filippine, quella di Bottolo è stata una scalata che lo ha portato, progressivamente, a essere tra i nomi più acclamati dopo la finale di Manila. Nella vittoria sulla Bulgaria è salito in cattedra più volte dall’inizio alla fine, spaventando gli avversari con un servizio che ha creato non pochi problemi dall’altra parte della rete.
È successo nel primo set, quando il venticinquenne veneto è andato in battuta con i suoi sotto di un punto (13-14) e ha lasciato sul 17-14 per gli azzurri. Qualcosa di simile è avvenuto nel secondo parziale, nel quale la grande prestazione di Bottolo al servizio ha consolidato il vantaggio degli uomini di De Giorgi.
Il momento di cui si è parlato e riparlato è arrivato però solo nei minuti finali del match, quando lo schiacciatore ha messo una serie di sette punti in battuta. Sette palloni scagliati dall’altra parte, di cui quattro ace e la schiacciata di Simone Anzani in chiusura, per chiudere ogni discorso e confermare la nazionale italiana in cima al mondo.
Farsi trovare pronto nel momento più importante di tutta la manifestazione non è facile neanche per i più esperti, ma Bottolo è uno che conosce il suo valore. “So che potevo tirare fuori una prestazione del genere – ha detto ai microfoni della Federvolley dopo il trionfo – Sapevo che la squadra aveva bisogno di qualcosa in più nel quarto set, quindi mi sono detto di prendermi alcuni rischi, che hanno dato un ottimo risultato”.
