Il frontside 2160 a Milano Cortina 2026? Matteoli ci sta pensando
Come alcuni altri grandi artisti, Matteoli non riesce a spiegare a parole, per filo e per segno, la propria arte. Di uno dei suoi trick preferiti, il backside 180, dice che “è molto semplice. A un certo punto ti stacchi dalla rampa, giri un filo la testa e il corpo per vedere l’atterraggio, è tutto il resto viene da sé”.
Nella passata stagione, nella Repubblica Popolare di Cina, Matteoli ha chiuso anche in gara (c’era già riuscito in allenamento) il frontside 2160, peraltro sulla struttura Olimpica di Beijing 2022. “Cercare di rifare il frontside 2160 in Italia sarebbe un’emozione: portare il 2160 alle Olimpiadi di casa sarebbe pazzesco”.
Tra un salto e l’altro, Matteoli è “una persona normalissima”. Da qualche anno i suoi genitori si sono trasferiti ad Ascoli Piceno e a Ian piace molto andare là, quando stacca totalmente dalla tavola.
“Tanti magari ti vedono come una figura particolare, invece no, sono tranquillissimo. Mi piace stare con gli amici, mi piace divertirmi, avere giornate di riposo e non fare nulla” dice Matteoli.
Nell’estate 2025, tuttavia, si è allenato parecchio. “È un anno importante e avrò tempo di riposare poi”: sono le parole di un ragazzo sereno e concentrato sul grande obiettivo. Nelle due discipline in cui gareggia, ovvero snowboard big air e slopestyle, la nazionale tricolore non ha mai vinto una medaglia Olimpica.
Eppure esiste eccome una tradizione per lo snowboard freestyle, in Italia. “Cultura e tradizione del freestyle ci sono anche da noi, sebbene non molto per le competizioni. Più per video, street culture, roba così. Negli ultimi anni è cresciuto molto lo snowboard, anche grazie ai Giochi Olimpici” rivela il giovane piemontese.
Milano Cortina 2026 potrebbe rappresentare un altro punto di svolta per la popolarità di questa disciplina in Italia. Matteoli e compagni potrebbero scrivere pagine di storia per lo sport azzurro a Livigno.
Ian si farà trovare pronto. “Voglio arrivarci al massimo delle mie forze, sia mentali che fisiche. E al massimo del mio livello tecnico. E poi provare a esprimermi al meglio: se riesco a farlo, quando sarò nel mio stato di flow, sicuramente ne uscirò contento e andrà bene”.
