Trento, un presente solido e prospettive NBA: Cheickh Niang ha appena cominciato
Cheickh è un diamante grezzo, ma ha già lasciato a bocca aperta tanti esperti. Il grande atletismo, la velocità di gambe, le buone doti di tiro (anche da tre punti) e di playmaking secondario lo rendono uno dei giovani giocatori europei più interessanti per il futuro.
Si è accorto di lui anche Jonathan Givony, uno degli esperti di Draft NBA più rispettati. Secondo Givony, il gioco di Niang è caratterizzato da “esplosività nel finire al ferro, uno shot-making dinamico e un potenziale difensivo che cattura l’occhio”.
Ovviamente Cheickh è stato ispirato dal fratello Saliou, ma “in campo siamo diversi. Io sono più spensierato e tranquillo, lui è più forte di me in molte cose, dalla difesa alla lettura dei giochi e ai rimbalzi” dice Cheickh. Saliou si è detto “molto fiero di come sta crescendo” il fratello minore.
Dopo l’esordio da 15 punti in A, Cheickh ha sfidato per la prima volta nel massimo campionato italiano il fratello Saliou. Nella vittoria della Virtus Bologna in Trentino, i fratelli Niang hanno giocato contro, ed è stata un’emozione per tutta la famiglia: “Non avrei mai creduto potesse accadere una cosa simile” ha detto la madre dopo la sfida.
Giovedì 6 novembre, nella partita di campionato italiano contro Cremona, Cheickh Niang ha dimostrato tutto il suo talento, e anche cosa deve ancora migliorare. Entrato per la prima in volta in campo sul finire del primo quarto, Niang ha avuto il coraggio di tirare subito da tre al primo pallone che gli è capitato tra le mani: canestro.
Altre due triple gli valgono la doppia cifra, ma realizza solo uno di sei tiri liberi tentati. Niang, che nelle prime sei partite in massima serie ha tirato 6/15 dalla lunetta, ha ancora tante cose da rifinire nel proprio gioco.
Secondo il suo allenatore a Trento, Massimo Cancellieri, “Cheickh ha talento. I suoi up-and-down quando vengono non ci interessano”. Trento è considerata una delle squadre migliori per far crescere giovani come Cheickh: contro Cantù uno dei quintetti schierati dei trentini è diventato il più giovane di sempre in Serie A, con un’età media di 19,7 anni.
Trento è una squadra “che da anni investe con l’obiettivo di cercare il proprio vantaggio competitivo nello sviluppo dei giovani talenti”, dice il direttore sportivo Rudy Gaddo. A volte anche a scatola chiusa: Marco Crespi ricorda che selezionò Niang dopo averlo visto in un allenamento in cui non aveva fatto nulla di speciale. “Avevo intravisto la musica che aveva dentro, o che poteva avere. E quindi lo abbiamo preso”.
Per il giovane Cheickh, sky is the limit.
