Chi è, da dove viene, la storia e dove può arrivare Isaac Del Toro
Del Toro, che corre per la UAE Team Emirates-XRG, la squadra di Pogačar, è arrivato alla quota astronomica di 16 vittorie nel 2025. Solo il ciclista più forte degli ultimi 30 anni, Pogačar appunto, e un velocista come Paul Magnier sono riusciti a fare meglio (20 e 17). E a numeri simili di Del Toro arrivano solo altre ruote veloci quali Tim Merlier, Mads Pedersen e Matthew Brennan.
Nato a Ensenada, nello stato messicano della Baja California, nel novembre 2003, Del Toro non è sempre stato un prospetto a cinque stelle. Il Messico, d’altra parte, da diversi anni non riusciva a produrre talenti di alto livello nel ciclismo: Julio Alberto Pérez Cuapio (vincitore di tre tappe al Giro d’Italia) e Raul Alcalá (due tappe al Tour de France) erano nomi esotici tra fine anni Ottanta e i primi Duemila.
Del Toro è spuntato dal nulla: anche a causa della rottura del femore, conseguenza di una caduta nel 2022, fino al giugno 2023 era considerato sì un buon prospetto, ma uno dei tanti. Correva nella squadra giovanile AR Monex, di anima messicana ma di base a San Marino, e faticava ad emergere nelle più importanti corse riservate agli U23.
Nella seconda parte del 2023 comincia a cambiare marcia. In un’importante gara per U23, il Giro della Valle d’Aosta, arriva quarto in tre tappe dure consecutive, centrando il podio in classifica generale. Ma è al Tour de l’Avenir, una sorta di “baby Tour de France”, di quell’anno che esplode per davvero: va fortissimo su salite lunghe e dure, su percorsi mossi, a cronometro, ovunque. Comincia a emanare le prime vibes da corridore fenomenale a tutto tondo.
“La vittoria al Tour de l’Avenir non mi ha sorpreso minimamente, è da quando l’ho conosciuto che so di avere fra le mani un campione” dice Pyotr Ugrumov, forte ex ciclista lettone e allenatore della nazionale messicana. Quando Del Toro era ancora teenager, Ugrumov lo descrive già come un ragazzo molto sensibile e curioso, “che per certi versi imita il suo idolo Pogačar”.
Nel 2024 diventa professionista, e lo fa nella squadra del suo idolo. Ci mette 17 giorni a vincere la sua prima gara a livello World Tour, ovvero la massima categoria di gare del ciclismo su strada: una tappa al Tour Down Under in Australia. Nella Tirreno-Adriatico 2024, importante corsa a tappe di una settimana, arriva quarto sul tosto arrivo in salita di Monte Petrano, davanti a scalatori come Tom Pidcock e Ben O’Connor.
Vince una tappa e classifica generale al Giro delle Asturie e partecipa al suo primo Grande Giro, la Vuelta a España 2024. Se, come dicono in gergo tanti professionisti, il primo Grand Tour “ti cambia il motore”, Del Toro è ormai pronto per dominare.
