Marcell Jacobs: “Diventa difficile continuare, vedremo”
Reduce da una stagione estremamente difficile, un affranto Jacobs parla così ai microfoni Rai dopo la sua prova in semifinale dei 100m ai Campionati del mondo di Tokyo 2025:
“Tempi che ho nelle gambe in questo momento. Ovviamente so che non sono quello che vale 10.16, però la stagione è stata quella che è stata. L’anno scorso dopo le Olimpiadi, dopo essere tornato vicino al personale, mi ero fatto una promessa, che se avessi avuto ancora una stagione difficile non so quanto avrei potuto continuare. Anche per il fatto che diventa difficile dopo un po’ proseguire. Diciamo che la gente ha iniziato a conoscermi dopo le Olimpiadi, però è da tantissimi anni che io e te ci vediamo [rivolgendosi alla giornalista Elisabetta Caporale, ndr], tante volte questi microfoni hanno sentito parole di gioia, ma credo tre volte di più quelle di tristezza. Quindi non lo so. Devo prendermi un po’ di tempo, capire se vale la pena continuare a soffrire così. So che non sono i tempi che valgo, perché se corri 9.85 la stagione prima 10.16 so che non è un tempo che è il mio valore, però in questo momento questo sto correndo. Quindi vedremo”.
Parole dure e preoccupanti da parte del Campione azzurro, che prosegue dicendo che “voglio rimettermi in gioco e l’ho sempre fatto, è uno sport che amo, sicuramente so che l’anno prossimo è un anno un po’ più tranquillo, ci sono i Campionati europei, che potrebbero essere tre Europei di fila, un qualcosa di buono, però non lo so. Sinceramente è difficile continuare ogni volta a rincorre in stagione, a rincorrere gli infortuni. Non facevo 10.16 nemmeno quando facevo salto in lungo, o lo facevo sbagliando qualsiasi cosa, comunque correvo meno di 10.10”.
“Anche venire qua, sapevo che era una stagione un po’ complicata ma sai, nello stadio che mi ha regalato la giornata più bella della mia vita, speri sempre che ci sia un tocco di magia in più. Non bisognava fare il record italiano per entrare in finale, gli altri sono stati bravi, sono arrivati più preparati di me, però è così, è lo sport”.
Dopo questa grande delusione, Jacobs prosegue a caldo con la disamina della sua attuale situazione.
“Non si può nemmeno vivere nel passato. Sono stato il primo che ho detto ‘ok, ho vinto le Olimpiadi, ho coronato un sogno’, ma era già passato. Me lo sono goduto forse i primi due mesi, ma poi mi sono rimesso subito in gioco, subito a lavorare, ed è quello che ho sempre fatto. La parte più difficile per me in questo momento è proprio quella di vivere, perché quando sei atleta lo sei 24 ore su 24, non lo sei quelle due ore al giorno: lo sei in come mangi, come dormi, devi stare magari lontano dalla tua famiglia, dai tuoi figli. Devi dare tanto allo sport. Se arrivi nel momento in cui vuoi tirare fuori quello per cui hai lavorato tanti mesi e non arriva, diventa tutto più difficile. Abbiamo una sola gara in cui dobbiamo dare tutto. Rivedendo anche le sensazioni, mi sento pesante, non fluido, non il Marcell di una volta. Sicuramente gli anni passano, però l’anno scorso ho fatto 9.85, quindi non sono tanti anni che sto calando. Ma la testa mi sta dicendo in questo momento che non riesce a reggere tutte queste delusioni”.
E per la staffetta 4x100m, argento iridato in carica? “Ho corso 10.16, magari c’è chi sta meglio di me, forse sarebbe meglio far fare anche qualche esperienza ai più giovani. Adesso nei prossimi due giorni valuteremo un po’ la situazione e capiremo”.
