Giro d’Italia 2025: il racconto del sesto posto di Giulio Pellizzari
Che sarebbe stato un 2025 pieno di novità, lo aveva capito fin da inizio stagione. “Stiamo arrivando” aveva detto in un’intervista a Olympics.com parlando di sé, del coinquilino e amico Davide Piganzoli e degli altri giovani italiani.
La prima corsa importante per Pellizzari è stata il Giro d’Italia 2025, corso inizialmente da gregario di uno dei grandi Campioni del ciclismo contemporaneo: l’oro Olimpico Primož Roglič.
Verso metà gara, tuttavia, lo sloveno esce dai giochi. Cade nella nona tappa, sugli sterrati tra Gubbio e Siena, e non recupera mai definitivamente. Si ritira durante alla 16esima tappa, durante la quale viene data luce verde a Pellizzari. Che non perde tempo per attaccare.
In una tappa da oltre 200 chilometri e circa 5.000 metri di dislivello positivo, l’italiano termina al terzo posto, primo uomo di classifica dietro ai fuggitivi Christian Scaroni e Lorenzo Fortunato. Sulla salita finale, il nativo di San Severino Marche rifila quasi due minuti a quella che, fino a quel momento, era sembrata una inscalfibile maglia rosa: Isaac Del Toro.
Pellizzari si è meritato in strada i gradi di capitano nella settimana finale della competizione. Continua a guadagnare posizioni fino al sesto posto finale, sempre correndo come “un ragazzo positivo, leggero ma non in senso superficiale. Ha serietà nel lavoro e professionalità”, dice Daniel Oss, ex esperto gregario di Peter Sagan.
È proprio il carisma, innato e spontaneo, che contraddistingue Pellizzari. C’è qualcosa di magnetico nel mondo in cui si pone, che lo avvicina ai grandi Campioni del passato. Quando gli viene chiesto che ne pensa, Pellizzari ride di gusto.
“In bici sono la stessa persona che sono giù dalla bici – ha detto Pellizzari a Olympics.com l’11 ottobre 2025 –. Mi piace sorridere al mondo perché, alla fine, sto vivendo la vita dei miei sogni. Cerco di godere ogni momento”.
