Stati Uniti contro Canada: “Una delle più grandi rivalità nello sport”
L’ultima medaglia d’oro Olimpica della squadra statunitense nell’hockey maschile risale al 1980, quando Sullivan era ancora quel ragazzino sui laghi ghiacciati del Massachusetts. Da allora non sarebbero più arrivati trionfi e questo rende ancora più pressante il suo compito.
Durante un campo di orientamento tenutosi in Michigan lo scorso agosto, il ct ha chiarito di volere “una squadra che sia emblematica dei valori che ci stanno a cuore”.
“Vogliamo essere ferocemente competitivi. Vogliamo giocare con coraggio e prenderci cura l’uno dell’altro”, ha detto ai giocatori. “Vogliamo prenderci cura l’uno dell’altro al punto da essere disposti a fare tutto il necessario per vincere”.
Queste saranno i primi Giochi Olimpici dopo Sochi 2014 a vedere la partecipazione di giocatori della NHL e la rosa statunitense non è mai stata così forte. Auston Matthews, Brady e Matthew Tkachuk, Jack Eichel, Quinn Hughes e Charlie McAvoy sono già confermati, mentre altri nomi si aggiungeranno a gennaio. “Non sono sicuro che ci sia mai stato un gruppo così forte di giocatori nati negli Stati Uniti”, ha detto Sullivan. “E questo la dice lunga sulla crescita di questo sport nella nostra nazione”.
Le speranze sono tante per gli uomini a stelle e strisce, soprattutto dopo aver conquistato l’oro ai Campionati del mondo IIHF all’inizio di quest’anno con una vittoria schiacciante sul Canada. Quel trionfo ha preparato il terreno per Milano Cortina 2026, alimentando le aspettative che questa generazione possa finalmente conquistare un titolo Olimpico.
Ma Sullivan sa bene che nulla sarà facile sul ghiaccio italiano e, come al solito, la prova definitiva arriverà contro il Canada. Le due rivali si sono affrontate nella finale del Four Nations di febbraio, dove il team di Sullivan ha perso 3-2 ai tempi supplementari. La sconfitta è stata dolorosa, ma ha anche dato un assaggio di ciò che ci aspetta.
“Penso che sia una delle più grandi rivalità nello sport”, ha detto Sullivan. “Non ho mai visto giocare a hockey a un livello così alto. La velocità, l’esecuzione, la fisicità e l’impegno emotivo… tutto ciò che amiamo del nostro gioco è stato messo in mostra. Quando gli Stati Uniti e il Canada hanno l’opportunità di giocare l’uno contro l’altro, è un’occasione per noi di dimostrarlo”.
Alle sue spalle, Sullivan ha riunito uno staff tecnico esperto: John Hynes, David Quinn e John Tortorella come assistenti, affiancati dal preparatore dei portieri Mike Buckley e dai video coach Mike King e Madison Nikkel. Il gruppo ha già una buona intesa, con Tortorella e Quinn che hanno lavorato al fianco di Sullivan al Four Nations e tutti e tre che condividono legami con i New York Rangers.
Insieme, cercheranno di porre fine al periodo di magra e, forse, di compiere il loro miracolo sul ghiaccio.
