Jonas Vingegaard
Ce lo si poteva aspettare a braccia alzate sull’Angliru e sulla Farrapona, invece Jonas Vingegaard e la sua squadra hanno preferito una condotta di gara piuttosto conservativa, se non sulla difensiva. Su entrambi gli arrivi è arrivato secondo, portando a ben 15 i secondi posti in stagione. Molto spesso, peraltro, terminando dietro un uomo della UAE Team Emirates-XRG: Tadej Pogačar al Tour de France, João Almeida sull’Angliru, Marc Soler il 6 settembre sulla Farrapona.
Vingegaard non ha mai perso le ruote dei migliori su salite lunghe in questa Vuelta, veste la maglia rossa ed è ancora il favorito per la vittoria finale. Ma alla partenza da Torino di questa Vuelta in pochi avrebbero scommesso su un distacco così esiguo – solo 48 secondi – tra lui e il secondo in classifica generale.
João Almeida
Una delle più belle conferme di questa Vuelta a España è la crescita costante di João Almeida. Passista scalatore, noto per essere “un diesel” sulle salite più lunghe (sprovvisto cioè di un’accelerazione bruciante, ma fortissimo sul ritmo), Almeida ha condotto in testa tutto il finale del durissimo Angliru, centrando forse la vittoria più importante della carriera. Peraltro Almeida ha sfiorato il record all time di scalata dell’Angliru di Roberto Heras nel 2000, arrivando solo un secondo dietro al tempo di 41:55.
E il giorno dopo, il 6 settembre sulla Farrapona, ha continuato a mettere sotto pressione Vingegaard, facendo fare un ritmo sostenuto alla sua squadra sulla salita finale. Non è riuscito a guadagnare alcunché sul danese, che anzi gli ha soffiato due secondi di abbuono, ma il suo coraggio e la sua grinta ci stanno regalando una Vuelta più aperta del previsto.
