Elisa Confortola, sulle tracce di Arianna Fontana e Martina Valcepina: “Avvicinarsi a loro sarebbe un sogno”
Dalle tre medaglie complessive (tutte al maschile) vinte fino al 2002 alle quattro medaglie Olimpiche di Beijing 2022: lo short track italiano, nel giro di vent’anni, ha cambiato marcia ed è stato trainato dalle donne.
Elisa Confortola punta a raccogliere un testimone pesante, passato da gente che ha vinto tutto a livello Olimpico e iridato, ma vuol farsi trovare pronta con un palmarès che la vede già campionessa d’Europa individuale nel 2024 (sui 1500m), bronzo continentale in carica (sui 1000m e sui 1500m) e argento mondiale nella staffetta.
Il tutto, dopo una stagione che l’ha vista salire per la prima volta su un podio individuale nel World Tour, con l’argento nei 1500m a Tilburg prima e il bronzo nei 1000m a Milano la settimana dopo.
“Siamo a un buon livello, ci siamo e siamo lì per giocarsi qualcosa”.
Non solo in campo femminile, dove “da tanti anni c’è Arianna [Fontana] e c’è Martina [Valcepina]“, ma anche con la squadra mista e in quella maschile si vedono sprazzi di grandezza: “Adesso Luca [Spechenhauser], Thomas [Nadalini] e Pietro [Sighel] sono tre nomi che spiccano, ma c’è tanta gente a casa che lavora con noi”.
Lei, dal canto suo, vede a 23 anni l’opportunità di giocarsi una chance Olimpica davanti al tifo casalingo, con una squadra composta da gente che ha fatto da apripista per lo short track femminile in Italia: “Cercare di avvicinarsi ad Arianna e Martina, che arrivano da medaglie Olimpiche e mondiali, sarebbe un sogno per tutte noi provare a replicare un quarto di quello che hanno fatto loro“.
“Siamo cresciute tanto, individualmente e come squadra, abbiamo fatto un salto molto grande. Mi fa piacere vedere un buon movimento, poi alla fine una tira l’altra. È bello andare in gara con una convinzione in più, quell’emozione di potersi giocare qualcosa”.
