Il 2025 stellare di Sara Curtis: i record e i miglioramenti sui 100 metri
Nel 2025 ha infranto parecchi record. Uno su tutti l’ha messa particolarmente sotto i riflettori: ai Campionati italiani primaverili di Riccione ha battuto il record italiano nei 100 metri stile libero in vasca lunga. Da nove anni il primato apparteneva a una leggenda come Federica Pellegrini.
“Fare un record italiano assoluto è il sogno di chiunque – dice Curtis –. Penso che sia un’emozione unica, anche perché è appartenuto a una grandissima atleta italiana. Avevo già fatto il record italiano sui 50 metri stile libero (nel 2024, e poi l’ha battuto due volte nel 2025, ndr), e so cosa significa. Quando feci quel record italiano sui 50 stile, centrai anche la qualifica Olimpica, per cui fu un’emozione in più”.
Oggi Curtis ha un primato personale di 53”01 sui 100 metri stile libero in vasca lunga. È un tempo di cui va particolarmente fiera, perché questa distanza non le è sempre venuta naturale.
“Ho sempre visto i 100 metri stile libero come un muro difficilissimo da attraversare, avevo un rapporto veramente di odio con questa distanza. Col passare degli anni, allenandomi duramente, sono riuscita a renderla più mia” dice Curtis a Olympics.com.
Come si dice di chi gareggia su distanze brevi nell’atletica o nel ciclismo su pista, ad esempio, Sara Curtis è una velocista. Le piace soprattutto la gara più esplosiva di tutte: “I 50 stile libero mi piacciono tantissimo. Sono una persona molto impulsiva, che fa molta fatica ad allenare i 100. Non riuscivo a tenermi nei primi 50, partivo troppo forte e mi mancava il ritorno”.
Piano piano è migliorata. Ciò che più le piace dei 50 è viverli “tutto d’un fiato, non c’è tanto tempo per pensare. È una gara pericolosa, perché se sbagli di una virgola butti via tutto. Da piccolina ho sempre fatto i 50, ho cominciato coi 100 quando ho cominciato a nuotare con Thomas (Maggiora, suo allenatore di lunga data, ndr) a dodici anni, che comunque è abbastanza tardi. Mi sono un po’ creata le fibre da velocista, diciamo”.
