L’Italia del ciclismo femminile sul tetto del mondo: cronaca dalla notte cilena
Dopo essersi qualificate col primo tempo assoluto (4.09:609), Fidanza, Alzini, Venturelli e Guazzini hanno ottenuto il pass per la finalissima per l’oro battendo l’Australia. Nell’altra semifinale, la Germania ha battuto la Gran Bretagna realizzando un gran tempo (4:09.059), tanto da presentarsi alla finalissima come favorita.
Nei primi giri di pista sono partite meglio le tedesche. Dopo aver pagato fino a otto decimi nei primi giri, però, le azzurre sono passate in testa intorno ai 1500 metri, ampliando progressivamente il margine fino al traguardo. Solo negli ultimi metri le azzurre hanno sofferto, resistendo quant’è bastato per portare a casa l’oro.
L’Italia si è costruita questo oro già molti mesi fa, grazie a lunghe sessioni di allenamento con i tecnici Marco Villa e Diego Bragato. Il secondo è rimasto in Italia a causa della nascita della figlia, così a bordo pista a guidare le azzurre c’era Villa. Quello delle azzurre è il primo podio italiano di Santiago 2025, che sarà l’ultima competizione da professionista per Elia Viviani, che ha annunciato il ritiro.
Oro nell’inseguimento a squadre: le parole delle protagoniste
Ecco tutta la gioia delle azzurre. Guazzini: “In finale si corre davvero con il cuore. L’ultimo giro non so neanche io con cosa ho spinto: non mi era mai capitato di dare il cambio a metà pista e poi continuare fino all’arrivo. Questo dimostra l’unità e l’intesa che c’è fra di noi: basta uno sguardo, neanche serve capire la pedalata di quella davanti, per sapere come stiamo. Tutto questo rende la vittoria ancora più speciale”.
Venturelli, che nelle ultime settimane è andata forte sia ai Campionati del mondo che ai Campionati europei di ciclismo su strada, è altrettanto raggiante: “Non ero venuta qui con questa aspettativa, ma dentro di me un po’ ci speravo“. Alzini sottolinea l’importanza dell’alto livello medio: “Siamo un gruppo molto coeso: anche se cambiano le componenti, il risultato non cambia“.
