Chi è Johannes Høsflot Klæbo: curiosità e tutto quello che c’è da sapere sulla stella di Milano Cortina 2026
Lo sci di fondo ha un padrone, in campo maschile: è Johannes Høsflot Klæbo. Tutto il mondo degli sci stretti gira attorno a lui. Ai Campionati del mondo di Trondheim 2025, dove peraltro è nato nel 1996, ha vinto sei gare su sei, un traguardo mai immaginato prima che lo ha reso il più vincente fondista di sempre.
Dopo la rassegna iridata di marzo 2025, Petter Northug (quattro medaglie Olimpiche, considerato uno dei grandi del fondo moderno) lo ha incoronato: “È il re dello sci di fondo. Penso che non vedremo mai più un atleta vincere sei gare su sei in un Campionato del mondo. Sono senza parole”.
La storia del dominio di Klæbo non è scontata. Il suo ricordo preferito d’infanzia, racconta, è quando il nonno Kåre Høsflot passava a prenderlo a scuola e lo portava a sciare. Il nonno è stato anche il suo primo allenatore, colui che gli diceva cosa fare per allenarsi e gli metteva a posto gli sci. Ma per buona parte dell’adolescenza era uno dei tanti in Norvegia.
Non è sempre stato il più forte, anzi. Come scrive lui stesso, la prima volta che ha “raggiunto qualcosa di importante” aveva 17 anni. Migliorò da 82° a secondo nelle qualificazioni per una gara sprint a livello giovanile e fu “un’epifania”, un evento che lo convinse che questo sport potesse veramente fare il caso suo.
Nel 2016, ancora teenager, debutta in Coppa del mondo. Sono gli anni di Dario Cologna e Martin Johnsrud Sundby, e Northug ha imboccato il viale del tramonto. Klæbo ci mette pochissimo a scalare le gerarchie: a 20 anni e qualche giorno sale per la prima volta sul podio in Coppa del mondo. Alla sua prima rassegna iridata (Lahti 2017) arriva terzo nella sprint individuale vinta da Federico Pellegrino. Nella stagione 2017-2018 vince la sua prima Coppa del mondo generale, il più giovane di sempre a farlo.
Esplosività, acume tattico e capacità di rendere al meglio sia nella tecnica libera che nella tecnica classica lo rendono un fenomeno delle discipline più brevi. È il dominatore delle sprint: tra due edizioni dei Giochi Olimpici Invernali e le ultime quattro dei Campionati del mondo, ha vinto dodici medaglie su dodici nelle sprint individuali o a squadre.
Ai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018 diventa il più giovane fondista di sempre a vincere una medaglia d’oro. Su una salita particolarmente dura del percorso Olimpico, lo scandinavo sorpassa talmente tanti avversari che quel punto del circuito viene ribattezzato “collina Klæbo”.
Un suo rivale è il coetaneo Alexander Bolshunov, che eccelle nelle specialità più lunghe. A Beijing 2022, Bolshunov vince nella 50 e nella 30 km, costringendo inoltre la Norvegia all’argento anche nella staffetta 4×10 km. Nella gara in cui i punti di forza di entrambi potevano farsi valere, la 15 km tecnica classica, Klæbo e Bolshunov sono i due grandi favoriti: e infatti finiscono sul podio, ma vince il finlandese Iivo Niskanen.
Col passare degli anni, il dominio si estende ad altre specialità. In Coppa del mondo (dove ormai il suo conto di vittorie supera le 100) riscrive record su record, specie nelle sprint, ma inizia a vincere anche nello skiathlon o nelle mass start.
Il suo strapotere è talmente evidente che al sito ufficiale della FIS, la federazione che regola le gare di sci di fondo a livello internazionale, lui risponde che no, trovare nuove motivazioni “non è un problema”. Nel 2020 firmò addirittura un contratto per una squadra di ciclismo norvegese, e tuttora si pensa possa abbandonare il fondo per dedicarsi alle due ruote.
L’impresa di Trondheim 2025, che diventerà un documentario, lo consegna ulteriormente alla leggenda dello sci di fondo. Ma arrivare a quel livello è stato anche molto difficile: “È come se avessi messo in pausa la mia vita sociale per un anno per raggiungere ciò che ho raggiunto” ha confessato il fenomeno classe 1996.
Secondo alcune stime, oltre centomila tifosi erano presenti allo Granasen Ski Centre di Trondheim per vederlo vincere la sesta gara ai Campionati del mondo. Il successo sugli sci e la popolarità internazionale fanno di Klæbo una delle stelle di Milano Cortina 2026.
L’incredibile vittoria di Johannes Høsflot Klæbo nella 50 km mass start a Trondheim 2025
Vinte le prime cinque gare, gli manca la prova regina. Pur avendo già vinto “la maratona sugli sci”, com’è chiamata la mass start da 50 km, il 29enne non è uno specialista delle lunghe distanze e gli sforzi di nove prove (tra qualificazioni e finali) in undici giorni si possono far sentire.
La gara, sei giri di un difficile circuito da 8,3 km, è stata resa dura specialmente da Harald Oestberg Amundsen, il vincitore della Coppa del mondo generale 2023-2024. Col passare dei chilometri si forma un quintetto in testa alla gara: Amundsen, Klæbo, altri due forti norvegesi come Martin Loewstroem Nyenget e Simen Hegstad Krueger e lo svedese William Poromaa.
Pian piano il gruppo si sgretola. Amundsen non vuole portarsi il connazionale in volata, tiene alta l’andatura ma finisce per “scoppiare”. Nyenget cade e Klæbo si accontenta di sfidare Poromaa in volata. Ovviamente vince, tagliando il traguardo con le braccia al cielo.
L’articolo con cui il sito della FIS ricapitola gli avvenimenti di quel giorno comincia con una domanda, e suggerisce una risposta: “Il norvegese Johannes Høsflot Klæbo è il più forte fondista di sempre? Pochi possono sostenere il contrario”.
