Dall’inizio shock al trionfo, il 2025 di Flavio Cobolli
L’insalatiera coccolata come un bambino tra le proprie braccia è la chiusura in bellezza di un anno iniziato non certo bene, per Flavio Cobolli.
Al termine della United Cup, in Australia, ha raccolto otto sconfitte nelle prime nove partite, giocando anche il Challenger di Phoenix (dove ha raccolto l’unico sucesso, contro Elliott Spizzirri) per cercare di ritrovare il ritmo e mettersi alle spalle un infortunio alla spalla.
Un avvio shock che avrebbe compromettere la sua stagione, in cui invece sono arrivati il primo titolo ATP 500 ad Amburgo, il best ranking (17° in singolare), i quarti di finale a Wimbledon… e la Davis, da primo singolarista azzurro.
Una svolta iniziata sulla terra rossa e sul primo torneo disputato dopo quella serie di sconfitte, il 250 di Bucarest, in cui è tornato a vincere e ha portato a casa il titolo.
“Il torneo di Bucarest mi ha aiutato molto, ho cercato di fare uno switch, quando sono tornato a Miami l’ho detto varie volte, poi si è visto a Bucarest. Due-tre vittorie di fila mi hanno aiutato un po’ a rinascere”.
La forza di chi sa rialzarsi anche da un momento no, chiudendo come neanche nei suoi sogni migliori avrebbe potuto immaginare: “Ad inizio anno ho avuto un infortunio e non avevo tanta voglia di giocare, ma ho sempre cercato di motivarmi, di trovare qualche energia dentro ed è andata così, è il miglior modo per finire”.
Vincendo, “non da solo”, ma con i compagni di squadra che lo hanno accompagnato nella crescita. Chi, come Matteo Berrettini, sin da quando era bambino, ma anche gli altri che si sono uniti dopo al suo viaggio.
“Siamo una squadra molto unita, che ha lottato dal primo all’ultimo istante raggiungendo tutti insieme qualcosa di incredibile. Ogni minuto è stato significativo”.
