Matteo Franzoso è morto. Lo sciatore alpino italiano si è spento a 25 anni, a Santiago del Cile, dove era ricoverato a seguito di un incidente in allenamento sulla pista di La Parva.
La Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), nella serata di lunedì 15 settembre, ha informato tramite una nota ufficiale del decesso del velocista genovese classe 1999, specializzato in discesa libera, super G e combinata.
Nel corso degli allenamenti sulle montagne cilene, lo scorso 13 settembre, l’azzurro ha riportato un importante trauma cranico a seguito di una caduta. Per questo motivo, è stato trasferito presso la clinica di Santiago, dove è stato mantenuto dai sanitari in terapia intensiva e in coma farmacologico per poter approfondire la situazione clinica.
Soccorso immediatamente dopo la caduta, Franzoso (che avrebbe compiuto 26 anni nella giornata di domani, martedì 16 settembre) è stato trasportato in elicottero nella capitale cilena.
Il portacolori delle Fiamme Gialle, cresciuto sciisticamente al Sestriere, non ha retto ai danni causati dal trauma cranico con conseguente edema cerebrale.
Giunto il 6 settembre a La Parva per gli allenamenti con la squadra italiana della velocità maschile, Franzoso ha fatto parte del gruppo di Coppa del mondo dal 2021, anno del suo debutto nel circuito maggiore nel super G di Val Gardena, ottenendo in tutto 17 presenze. L’ultima di queste lo scorso marzo a Kvitfjell, in Norvegia.
A livello giovanile, è giunto quarto in discesa libera ai Campionati del mondo junior del 2020 a Narvik, mentre nel 2017 ha esordito in Coppa Europa, ottenendo una vittoria in super G a Zinal, in Svizzera, nel 2021. Nel 2023, ha vinto il titolo italiano in combinata.
“È una tragedia per la famiglia e per il nostro sport – ha detto il Presidente FISI, Flavio Roda – un dramma che ci riporta allo stato d’animo di poco meno di un anno fa, quando scomparve Matilde Lorenzi. E’ assolutamente necessario fare tutto il possibile perché non si ripetano più episodi del genere. In questo momento triste e doloroso voglio dire a tutti gli atleti e tecnici, di tutti gli sport, che la Federazione è al loro fianco e che troveranno tutto il supporto necessario. Chiedo il massimo del rispetto per la famiglia di Matteo, alla quale staremo vicini per tutto quanto sarà necessario”.
Il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) Luciano Buonfiglio, interpretando i sentimenti dell’intero movimento sportivo, si unisce al cordoglio della famiglia e della FISI.
