L’Italia difende la Coppa Davis e Matteo Berrettini cerca il bis: “Siamo pronti”
Non sarà una sfida semplice, perché tre Coppe Davis consecutive non le ha più vinte nessuno da quando non si adotta più il challenge round, ovvero da quando i detentori dell’insalatiera non scendono in campo solo in finale.
L’Italia vuole sfatare il tabù in casa, in quella Bologna che negli scorsi anni ha spinto gli azzurri nei gironi di qualificazione delle Finals e che in quest’occasione ospita le otto contendenti al trono.
L’ennesima prova di quanto il tennis abbia appassionato l’Italia, come già visto a Torino con le ATP Finals culminate nella sesta finale stagionale tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
“Sinner e Alcaraz credo che in questo momento muovano tantissimo – spiega Berrettini – non solo in Italia, ma nel mondo. Era un evento forse più importante di una partita di qualificazione ai Mondiali, ma nonostante questo, a qualche anno fa sarebbe stato impensabile”.
Alle Finals di Davis, quest’anno, Sinner non ci sarà, così come Lorenzo Musetti, lasciando in mano a Berrettini il compito di proseguire la striscia vincente in azzurro, che lo vede imbattuto da otto partite consecutive in singolare.
“La responsabilità è sempre relativa, quando uno viene convocato e sogna di giocare questo tipo di partite, si crea sempre la chance di essere pronto per tutto quello che che succede. La mia prima partita nella fase finale dell’anno scorso è stata un doppio, che non è proprio la mia specialità, ma accanto a me avevo un ragazzo che gioca abbastanza bene (ride, riferendosi al successo con l’Argentina in coppia con Sinner), quindi è stato più facile di quel che pensavo”.
“Quando si entra in campo con la maglia della nazionale – conclude il finalista di Wimbledon 2021 – si sente la responsabilità di dare tutto, ma non del fatto di vincere o perdere, perché si vince e si perde insieme. Abbiamo perso in passato, abbiamo vinto ultimamente e per questo sappiamo che sarà molto duro, ma non sento un ruolo diverso rispetto agli altri. Siamo tutti veramente pronti”.
