La “fratellanza” tra i pattinatori italiani e la corsa a Milano Cortina 2026 con “i cerchi Olimpici ovunque”
I posti per i pattinatori singoli della squadra azzurra a Milano Cortina 2026 sono solo due. Il criterio per sceglierli “sono i due migliori punteggi di un evento internazionale o un evento nazionale selezionato più il punteggio dei Campionati italiani. Quindi è un’equazione matematica, sono i due migliori internazionali più i nazionali, basta fare i conti e chi ha il punteggio più alto va”, spiega in modo chiaro Memola.
E i punteggi fanno riferimento solo a questa stagione, “ogni anno si dimenticano tutto, devi lavorare e in un certo senso mi piace perché non sai mai cosa succede durante l’estate, se qualcuno è pronto, quindi chiunque sia il migliore quell’anno merita di andare, penso che sia un buon modo per selezionare la squadra”.
Ai Nazionali, il Campione uscente Memola non ha gareggiato a causa di un risentimento fisico pregresso: l’edizione 2025 è stata vinta da Daniel Grassl, al secondo posto c’è Matteo Rizzo, al terzo Corey Circelli.
Tutti gli atleti azzurri sentono una certa pressione, soprattutto visto il grande rapporto di stima e amicizia che li lega.
“È una competizione e nelle competizioni, si sa, non è mai facile separare l’amicizia dai propri obiettivi. Ma al momento penso che tutti stiano andando piuttosto bene. Cerchiamo semplicemente di concentrarci su noi stessi. Andiamo molto d’accordo tra di noi e questo aiuta molto, perché non ci sono rancori tra di noi, mentre so che in altre federazioni o in altre discipline è così. Ma sì, al momento mi alleno con Matteo [Rizzo, ndr], quindi ci vediamo tutti i giorni e vediamo come va l’allenamento, mentre Dani [Daniel Grassl, ndr] si allena in un’altra pista, cerchiamo solo di fare del nostro meglio, così quando arriverà il momento nessuno avrà rimpianti”.
Soprattutto Grassl è stato un punto di riferimento per tutto il team azzurro in questa stagione, grazie ai suoi ottimi risultati nel Grand Prix – il secondo posto alla Cup of China e la qualificazione alle Finals di Nagoya, che ha chiuso 4°, ai piedi del podio.
“Ha vinto una medaglia, quindi mi sono detto: ‘Sai una cosa? Adesso dobbiamo vincere anche noi una medaglia, così saremo allo stesso livello’. Se non succederà, buon per Dani, se succederà, allora azzereremo tutto e ricominceremo la competizione. Ma sì, ti motiva davvero perché in un certo senso… Ti dà qualcosa, sai, una sorta di parametro a cui aspirare: lui ha fatto quello, ha ottenuto quel punteggio, beh, noi cercheremo di fare lo stesso o almeno di avvicinarci a quello e in questo momento penso che tutti nella squadra italiana siano più o meno nella stessa situazione. Forse Matteo ha meno quadrupli ma ha grandi capacità di pattinaggio, io ho aggiunto più quadrupli, quindi siamo più o meno alla pari. Sarà solo un buon allenamento e chi lavorerà meglio e farà meglio in gara andrà”.
Come già accennato, la medaglia nel Grand Prix 2025 non è arrivata per Memola, ma i buoni risultati non sono comunque mancati, come il secondo posto al Road to 26 Trophy, test event tenutosi alla Milano Ice Skating Arena, dove si terranno le gare a cinque cerchi di pattinaggio di figura.
L’“ossessione Olimpica” è arrivata ai massimi livelli in Italia, ma non sempre è un aspetto positivo…
“Ovunque vai ci sono quei cerchi Olimpici! Anche se non esco quasi tutti i giorni, ogni volta che mi trovo nel centro di Milano ovunque vado vedo quei cerchi Olimpici e penso ‘oh Dio, perché…’; quando esco per fare una pausa dall’allenamento, quando prendo una Coca Zero, ci sono i cerchi Olimpici. Vado a fare shopping nel negozio con i cerchi Olimpici, prendo il treno con i cerchi Olimpici. Tutto, tutto è cerchi Olimpici! – scherza Memola che in questo modo non viene mai abbandonato dal pensiero di Milano Cortina 2026 –. Ma ovviamente è bello, ti dà molta motivazione ogni volta che vai e pensi: ‘Oh, devo farlo!’ Ti mette nella prospettiva che sta arrivando, è lì, quindi ogni volta che ti svegli pensi, ‘Sì, devo farlo!’, ma allo stesso tempo pensi anche ‘Dai, dammi tregua!’, ma sì, va bene così!”.
È come se la gente di Milano non vedesse l’ora, l’atmosfera, tutto “è davvero fantastico, stanno preparando un sacco di cose, in generale quello che si prova quando si cammina per la città è come adrenalina, tutti lo aspettano con ansia, sarà un evento enorme, in Italia, a Milano, una città così famosa, penso che sarà divertente, e la gente lo sta aspettando, sarà bello, sì!”, conclude con entusiasmo Memola.
Ora non gli resta che preparare i costumi, affilare i pattini e sperare di calcare per la prima volta il grande palcoscenico dei Giochi Olimpici Invernali, e farlo in casa, di fronte al pubblico italiano.
