Tadej Pogacar vince gli Europei 2025 in Francia: il riassunto della corsa
La prova uomini élite ai Campionati europei 2025 è stata appassionante fin dai primi chilometri. Una fuga di buon livello, per nomi e numero di corridori, si avvantaggia nella prima ora di corsa. L’italiano Marco Frigo, il monegasco Victor Langellotti, il francese Nicolas Prodhomme, l’olandese Daan Hoole, il danese Niklas Larsen (terzo nella prova a cronometro del 1° ottobre) e il ceco Mathias Vacek sono sei dei 14 corridori. Sotto l’impulso della Slovenia, che ha tenuto chiuso la corsa, la fuga non prende mai più di due minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo dei favoriti.
Al primo di tre passaggii sulla Côte de Saint-Romain-de-Lerps, 7 km al 7,2% medio, quando ancora mancavano più di 100 chilometri al traguardo, la prima sorpresa di giornata. Jonas Vingegaard, vincitore della Vuelta a España 2025, si stacca inesorabilmente. Continua il rapporto complicato tra i fortissimo Vingegaard e le gare di un giorno: l’unica prova di un giorno che ha vinto è stata la Drôme Classic, proprio in questa zona di Francia, nel 2022. Nonostante le sue caratteristiche di scalatore, e vittorie come quella sulla Bola del Mundo alla Vuelta, Vingegaard non è mai entrato in top 10 nemmeno in una Classica Monumento che sulla carta gli si addice come il Giro di Lombardia.
Si muove la Francia con Pavel Sivakov, Evenepoel lo segue prontamente e per qualche chilometro si avvantaggia un gruppetto di alto livello. La fuga della prima ora rimane in avanscoperta, mentre l’Italia insegue con Alberto Bettiol. Viene ricucito il gap dal gruppo dei favoriti, nel quale c’è anche il capitano della nazionale italiana, Christian Scaroni. Gianmarco Garofoli aumenta il ritmo per l’Italia, i fuggitivi vengono assorbiti, ma ad attaccare sono i soliti sospetti, Pogačar ed Evenepoel. Il belga stringe i denti, ma quando lo sloveno affronta le salite più lunghe è imprendibile per tutti.
Pogačar si avvantaggia rispetto al resto della compagnia con 75 km da percorrere. Dietro si forma un drappello di inseguitori composto da Evenepoel, Ayuso, il giovanissimo francese Paul Seixas e Scaroni, che aveva declinato una chiamata ai Campionati del mondo di Kigali 2025 ed è diventato capitano unico dell’Italia dopo il forfait di Ciccone. Per una dozzina di chilometri il distacco di Pogačar non lievita enormemente, ma nella forma si ripete il copione visto in Ruanda: un uomo solo al comando, Evenepoel che guida l’inseguimento in un gruppetto di corridori che gli danno il cambio a singhiozzo.
Il belga si avvantaggia rispetto ad Ayuso, Seixas e Scaroni a 35 chilometri dall’arrivo. Dietro intanto ciò che rimane del gruppo ha oltre quattro minuti dalla testa della corsa. Dei tre rimasti a inseguire anche Evenepoel, sul penultimo passaggio sulla Côte de Val d’Enfer il più brillante sembra Seixas, prodigioso classe 2006. Ancora una volta, la Francia del commissario tecnico Thomas Voeckler ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. È proprio Seixas a staccare Ayuso all’ultimo passaggio sulla Côte de Val d’Enfer, mentre Scaroni perde qualche metro su uno strappo successivo e non riesce più a rientrare. Va incredibilmente a medaglia Seixas. Quarto un generoso Scaroni.
Incredibilmente, infine, terminano la prova solo 17 atleti, di cui tre italiani. Garofoli è arrivato nono, Frigo undicesimo.
