La saggezza del Campione e l’ammirazione per Jannik Sinner, “il miglior esempio per la nostra gioventù”
In tutti questi anni di carriera sempre ad alto livello, Fischnaller ha accumulato molta esperienza, sia personalmente come atleta che nello snowboard in generale, uno sport agonistico che “è cambiato molto. La grande differenza che sto notando ultimamente la si fa mentalmente: hanno tutti un buon materiale, si sono allenati. Non è che l’atleta, soprattutto nello sci e nello snowboard, che alza 100 chili o che fa più squat dell’altro poi va un secondo più veloce. Quello no. Magari in passato sì, ma ora si è allineato il livello. Devi essere in pace con te stesso, non avere preoccupazioni, essere mentalmente libero, quello ci vuole veramente tanto. E questo lo sto notando anche negli altri sport, guardando per esempio Jannik Sinner: fisicamente altri atleti sono sicuramente molto più forti di lui. Però lui mentalmente è una roccia dolomitica. Non lo piega nessuno, ed è quello ormai che fa la vera differenza”.
Proprio Sinner è un altro vincente cresciuto tra le montagne del Trentino-Alto Adige, “una volta l’ho incontrato – racconta Fischnaller –. Mi piace così tanto perché è il classico altoatesino, legato alla sua famiglia, il miglior esempio per la nostra gioventù. Non ha grilli per la testa, è umile, tranquillo, onesto, perfetto”.
E parlando di ragazzi, “nella mia disciplina sono tanti gli atleti giovani veramente forti. Ci sono sempre un paio di sci club che altri anni non c’erano ancora e quello mi fa molto molto piacere. Io sono sempre convinto che lo sport per un giovane sia molto importante, soprattutto di oggi, dove mamma e papà devono lavorare tutti e due perché la vita ormai costa tanto, lo sci club o lo snowboard club possa veramente dare una grandissima mano a far crescere gli atleti giovani. Perché, come ho detto prima, mamma e papà devono lavorare tutti e due, e poi chi li porta a fare sport? Sono gli snowboard club, e ne ho visti veramente tanti in questo periodo, mi fa molto piacere. Devo dire anche che mi piacerebbe vedere molto più sport nelle scuole. Il maestro di educazione fisica per me è il più importante perché se riusciamo a tirare su ragazzi a cui piace fare sport, poi in futuro non avranno bisogno del dietologo, né dello psicologo, né di altre cose perché sono già consapevoli del loro corpo. Tiriamo su una generazione più sana e via dagli schermi”.
L’anima del papà viene fuori su questo argomento, si capisce che il futuro dei giovani sta molto a cuore a Fischnaller, che sostiene che “la prima cosa che un ragazzo deve chiedersi è ‘Cosa voglio veramente fare da grande?’ Io ho deciso in prima media: quando ho risposto alla maestra alla domanda le ho detto ‘Io voglio diventare il migliore snowboarder del mondo, almeno una volta’, l’ho sparata lì così, avevo già l’idea abbastanza chiara. Adesso, quando chiedo ai ragazzi di vent’anni ‘Cosa vuoi diventare? Sei già grande’ la loro risposta è ‘Ma non lo so, vedo’. È difficile, bisogna avere una buona idea chiara, e lì viene di nuovo in gioco il professore di ginnastica o di educazione fisica che può dare veramente una mano, e anche l’allenatore dello sci club o dello snowboard club. Per me erano idoli”.
Quando si è innamorato dello snowboard, infatti, “avevo nove anni, io sono cresciuto in Val di Funes, una piccola valle in mezzo alle Dolomiti, e ho visto il mio vecchio allenatore che aveva capelli lunghi, una bella macchina e una bella fidanzata e mi ricordo che sono andato a casa e ho detto ‘Così voglio diventare e nient’altro’. Con me ha funzionato avere un idolo davanti, mi ha portato su questa strada”.
“A un ragazzo che vuole cominciare dico che deve prendere un’attrezzatura buona perché così si diverte molto di più e andare, seguire la propria passione. Stando fuori nel freddo, nell’inverno a sciare, consumi ossigeno e torni a casa felice. Se sei a casa solo sul divano col telefono in mano, non sei felice, certamente. È quello: sentire le proprie passioni, e praticare, praticare, praticare”.
