Marco Di Vaio tedoforo a Bologna: “Portare la Torcia Olimpica nella mia città è bellissimo”
Tra i 10.001 tedofori e tedofore che accompagnano la Fiamma Olimpica per tutta Italia, alcuni ex calciatori di alto profilo hanno saputo emozionarsi ancora per qualche centinaio di metri.
Dopo Filippo Inzaghi a Palermo e Fabio Cannavaro a Napoli, per esempio, è stato il turno di un bolognese d’adozione come Marco Di Vaio. Autore di oltre 60 gol con la maglia del Bologna tra 2008 e 2012 e tuttora rimasto in società come dirigente, Di Vaio dice che “ormai Bologna è diventata casa nostra, mia e della mia famiglia. Portare la Torcia Olimpica nella mia città è bellissimo”.
“A Roma [dov’è nato, ndr] ho vissuto 18 anni, a Bologna faccio 18 anni quest’anno” dice con un sorriso.
E da buon bolognese, Di Vaio non è sorpreso dalla gran nevicata che ha interessato la città il 6 gennaio: “Ne abbiamo sospese eccome di partite per la neve!” ricorda.
Nella sua lunga carriera di attaccante, Di Vaio ha giocato anche in Canada, a Montreal, dove gli sport invernali sono molto seguiti. “Seguivo l’hockey su ghiaccio perché è sport nazionale a Montreal, dove ho vissuto tre anni” ricorda Di Vaio.
L’hockey è l’unico sport invernale in cui ci sono i gol. “E c’è anche il fuorigioco, una cosa che odiavo quando giocavo io!” scherza.
“Ho sempre desiderato partecipare ad un’Olimpiade con il calcio, ma non ci sono mai riuscito – continua Di Vaio – È uno dei rimpianti: è una delle cose che mi sarebbe molto piaciuto fare. L’Olimpiade è una comunione di sport, e viverla da dentro dev’essere una delle cose migliori che uno sportivo può fare”.
Oltre all’hockey, Di Vaio è anche appassionato di sci alpino. Lo ha praticato in passato e continua a farlo: anche se lo stile può migliorare (“vado giù rigido, vado giù di forza” ha confessato divertito) è uno sport che lo diverte molto.
“Ho seguito e mi sono innamorato di Alberto Tomba. La mia sportiva invernale preferita attuale è Sofia Goggia” conclude Di Vaio.
