La cura del corpo e la cura della mente, la combo imprescindibile per Sarah Fahr · Volley donne
L’entrata nel gotha delle Grandi della pallavolo mondiale per Fahr è avvenuta ufficialmente l’11 agosto 2024, quando la centrale insieme alle sue compagne di nazionale scrive la storia del volley azzurro vincendo l’oro Olimpico.
Poi, questa estate è arrivato anche il titolo iridato, l’ultimo che le mancava. Guardandosi indietro, cosa la rende più fiera?
“La cosa di cui sono più orgogliosa in assoluto è il fatto di come ho reagito ai due infortuni che ho avuto. Perché mi hanno fortificata, mi hanno fatto crescere molto nel giro di poco tempo. Non mi piace dire che sono una tra le più forti centrali, perché non sono così, cerco semplicemente di dare il meglio in ogni singola partita e di provare a migliorarmi sempre di più”, racconta l’azzurra a Olympics.com.
L’azzurra parla dei due gravi infortuni al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, nel 2021 e nel 2022. Due stop importanti, che le hanno fatto anche balenare l’idea di mollare, di lasciare lo sport. Ma Fahr non si è arresa.
L’ha fatta andare avanti “Il fatto che secondo me niente accade per caso. Gli infortuni fanno parte del nostro lavoro, siamo atleti, lavoriamo con il nostro corpo, sappiamo che questo può succedere. Però credo che sia il modo in cui si reagisce a questa ‘sfortuna’, se così la vogliamo chiamare, che ti porta avanti. Io ho fatto così: sono sempre stata positiva e l’ho presa come opportunità per crescere come persona e come giocatrice soprattutto. Perché sono cambiata, sono maturata, paradossalmente stando lontana dal campo al mio rientro mi sentivo più forte. Poi, onestamente, se qualcuno mi chiedesse ‘Sarah vuoi tornare indietro e non farti male?’ io risponderei di no, perché sono quella che sono oggi grazie anche a questi infortuni“.
