I Giochi Olimpici Invernali e l’attesa di Simone Deromedis per Milano Cortina 2026
Ai suoi primi Giochi Olimpici Invernali, Beijing 2022, Deromedis fu uno dei più giovani atleti in assoluto nello skicross. Eppure si fece notare, non solo perché arrivò quinto.
Sull’ultimo salto della small final, infatti, Deromedis realizzò una spaccata in aria, che tuttora è uno dei momenti più iconici della sua carriera e dello skicross degli ultimi anni.
“Alle Olimpiadi si gareggia per le medaglie, inutile girarci intorno. Ero arrivato sul rettilineo finale, ho guardato sotto al braccio e ho visto che avevo un po’ di margine. Ho detto ‘Vabbè dai, già non posso vincere medaglie, almeno facciamolo con stile’. È uscito anche un po’ storta, perché l’ho pensata proprio all’ultimo momento” ricorda oggi divertito.
Per Milano Cortina 2026 e le varie run di Livigno non ha ancora “pensato a niente”, ma certamente preferisce “arrivare primo senza acrobazie rispetto a provare a fare l’acrobazia e magari cadere”.
Come ha raccontato Jole Galli riguardo la sua Livigno, la stella italiana dello skicross femminile, anche per Deromedis è impossibile non accorgersi dei Giochi Olimpici Invernali.
“È logico che dentro di te un po’ di agitazione sale, un po’ di ansia si crea. La forza di un atleta è rimanere freddo mentalmente e concentrato, e non farsi influenzare da tutte queste cose. Cerco di isolarmi, di non ascoltare tutto quello che c’è in giro, tutto l’hype che c’è” racconta a Olympics.com.
Un aspetto cruciale, nello skicross, è la grande variabilità dettata da imprevisti e incertezza fino all’ultimo. “Tutto dipende da come ti svegli quel giorno, da come si svegliano gli altri, da cosa succede” conferma Deromedis.
In ogni gara di skicross, per vincerla, “ti deve andare tutto un po’ bene. Alle Olimpiadi non c’è il giorno dopo, per cui è chiaro che una dose di fortuna ci vuole. È una cosa che fa parte dello sport, è anche il suo bello”.
